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Migrantes: in diocesi da 20 anni

«Come Gesù Cristo, costretti a fuggire. Accogliere, proteggere, promuovere e integrare gli sfollati interni» è il tema della Giornata del Migrante e del Rifugiato che si celebra in tutto il mondo domenica 27 settembre

Parole chiave: Giornata mondiale del Migrante (3), Migrantes (7)
Migrantes: in diocesi da 20 anni

La Fondazione "Migrantes" è un organismo pastorale istituito il 16 ottobre 1987. Assieme a Caritas e Missio è una delle 3 fondazioni operative del Conferenza Episcopale Italiana. Un precedente organismo creato nel 1965 con finalità analoghe era denominato Ufficio Centrale per l’Emigrazione Italiana ( U.C.E.I.).
Compito e finalità della Migrantes è l’assistenza spirituale e pastorale al mondo della mobilità umana
mediante la sensibilizzazione, l’accompagnamento e il sostegno delle Chiese particolari nella conoscenza, nell’opera di evangelizzazione e nella cura pastorale dei migranti, italiani e stranieri, per promuovere nelle comunità cristiani atteggiamenti e opere di fraterna accoglienza, per stimolare nella società civile la comprensione e la valorizzazione della loro identità in un clima di pacifica convivenza con l’attenzione alla
tutela dei diritta alla persona e della famiglia migrante e alla promozione della cittadinanza responsabile dei migranti.
Gli ambiti operativi interessati all’attenzione e opera della Migrantes sono:
- gli immigrati: rifugiati, profughi, apolidi, richiedenti asilo
- gli emigrati italiani nel mondo
- le genti dello spettacolo viaggiante: fieranti e circensi
- i rom, sinti e nomadi.

L’esperienza in diocesi
Da una ventina d’anni la Migrantes è operativa anche nella nostra diocesi. E’ stata sempre affiancata e sostenuta dalla Caritas diocesana tanto da essere confusa con essa.
Il primo direttore è stato l’allora responsabile della Caritas Mons. Ruggero di Piazza. Successivamente lo scrivente nei primi anni 2000.
La maggiore attività è stata rivolta agli immigrati presenti nel territorio. Insediati e inseriti nella nostra società in maniera stabile a motivo del lavoro e/o della famiglia. Per quanto si abbia avuto un’attenzione privilegiata verso i cattolici non si è mai mancato di disponibilità verso gli appartenenti
ad altre Chiese e confessioni. In questi anni sono sorte associazioni o semplicemente aggregazioni tra le varie nazionalità dei migranti presenti nel territorio diocesano: latino-americani, rumeni (cattolici ortodossi), marocchini, senegalesi, mauritani, russiucraini-bielorussi-moldavi, vista la notevole presenza numerica dei bengalesi nel monfalconese si sono formati più gruppi autonomi. In forma minoritaria si riscontrano altre realtà anche se non si compongono come gruppi ben costituiti.
Tutti periodicamente si incontrano e organizzano attività che tengano viva la loro identità e al contempo evidenzino all’esterno la ricchezza della loro presenza.

La Festa dei popoli
La Chiesa diocesana, mediante la Migrantes, ha cercato di favorire la loro crescita e il rapporto con i locali mediante l’annuale “Festa dei Popoli” organizzata nelle località a Gorizia (2002), Monfalcone (duomo 2003), Gorizia (sede Caritas 2004), Ronchi dei Legionari - San Lorenzo (2005), Gradisca (duomo 2006), Cormons (duomo 2007), - Villaggio del Pescatore (2008), Lucinico (2009),  Sagrado (2010), Cervignano (2011), Gorizia (Straccis 2012), Monfalcone (duomo 2013), Gorizia (S. Andrea 2014), Gradisca  (S. Valeriano 2015), Udine (festa regionale 2016 in concomitanza con il Giubileo dei Migranti), Gradisca (duomo 2017).
L’esperienza di tutti questi anni ha dimostrato il grande apporto che possono dare “i nuovi arrivati” arricchendo con i loro valori culturali.
L’obiettivo della Migrantes diocesana era di riuscire a coinvolgere le Istituzioni Locali, le organizzazioni del Privato Sociale e i singoli cittadini nel creare alcuni eventi e alcuni progetti finalizzati alla condivisione delle culture delle diverse etnie presenti nel territorio.
Purtroppo non si è riusciti nell’impresa, tranne alcuni casi: ad esempio si è dimostrato interessante il lavoro svolto da una commissione appositamente costituita che mensilmente si incontrava per preparare la Festa dei Popoli di Cervignano oppure la collaborazione con il Comune, per quella svolta a Sagrado.
Alcune iniziative si sono tenute anche in occasione della Giornata del Migrante che fino a qualche anno fa si teneva a gennaio. Incontri caratterizzati da testimonianze ed esecuzioni musicali da parte dei gruppi etnici presenti.

I gruppi
Nell’impegno pastorale quotidiano della Migrantes diocesana sono stati seguiti particolarmente due gruppi cattolici: i latino-americani con la recita settimanale del Rosario nelle case, con la S. Messa mensile in lingua spagnola, con la festa della Madonna di Guadalupe, la cui memoria liturgica è il 13 dicembre celebrata anche quest’ultima in modo itinerante: sia nella città di Gorizia (duomo, S. Ignazio, S. Giusto, Straccis, Madonnina, Lucinico) che in diocesi (Cormons, Monfalcone S. Giuseppe,
Staranzano).
Per ciò che riguarda ilgruppo dei rumeni, ha beneficiato di un sacerdote che mensilmente ha celebrato e celebra la S. Messa in lingua rumena e mantiene i contatti tra le persone.

Il rapporto con i migranti italiani nel mondo
La Migrantes diocesana è impegnata anche in un secondo ambito che riguarda i contatti con i nostri molti conterranei emigrati un po’ ovunque nel mondo. In ciò si è fatto poco. Ci sono stati dei contatti con “Fogolar Furlan” e “Friuli nel mondo”, ma senza ottenere dei risultati significativi.
Nel corso della “festa ragazzi Caritas” si è allacciato un contatto con i coetanei di Avellaneda e di Reconquista dell’Argentina. Un anno, in occasione delle feste natalizie, i ragazzi argentini frequentanti il Collegio Paolino di Aquileia di Cividale, sono stati ospitati nelle famiglie della Madonnina e di Lucinico.
Oltre a queste poche e sporadiche occasioni poco si è fatto e si può fare per mantenere i collegamenti con le associazioni dei friulani e giuliani sparsi nel mondo.
Sarebbe interessante mantenere e sviluppare i contatti con la nuova emigrazione che presenta caratteristiche del tutto diverse dal passato. Ora gli italiani che emigrano sono persone con un’alta istruzione: si parla infatti di “fuga dei cervelli”.

Lunaparkisti e cistercensi
L’ultimo ambito di interesse riguarda i lunaparkisti e i circensi. Ogni volta che un circo soggiornava nelle nostre piazze hanno avuto la visita della Migrantes diocesana e la
disponibilità a mettersi a loro servizio.
Più volte si è celebrata la S. Messa nella tarda mattinata di domenica sulla pista del circo. Sono state benedette le roulotte e si sono svolti gli incontri dei percorsi di iniziazione cristiana per i bambini che si preparavano ai Sacramenti della Riconciliazione e di Prima Comunione.
Dato il loro breve permanere sul territorio diocesano il lavoro era frammentario e i risultati un po’ deludenti per questo alle volte non ci si è limitati di svolgere la catechesi nel tempo della loro permanenza in Diocesi, ma sono stati seguiti nelle successive “piazze” finché la distanza non diventava eccessiva. Inoltre ci si è impegnati per due ragazze affinchè fossero iscritte alla scuola media “Ascoli” di Gorizia e ospitate al Convitto Provvidenza per il tempo necessario a completare l’anno scolastico compreso l’esame di stato.

Questa è una estrema sintesi dell’impegno degli ultimi vent’anni della Migrantes diocesana con l’auspicio che in futuro si possa realizzare di più e meglio.
(foto d'archivio)

© Voce Isontina 2019 - Riproduzione riservata
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