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Lettore ed accolito al servizio della comunità ecclesiale

La liturgia del conferimento dei ministeri verrà presieduta dall’arcivescovo Carlo domenica 25 aprile alle ore 19 in cattedrale

Parole chiave: accolito (1), ministero (2), lettore (2)
Lettore ed accolito al servizio della comunità ecclesiale

In occasione della 58^ Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni, l’Arcivescovo Carlo presiederà la Santa Messa con il conferimento dei Ministeri domenica 25 aprile alle ore 19.00 in cattedrale.
Riceverà il Ministero del Lettorato il seminarista Matteo Marega.
Matteo, al quarto anno di seminario, ha 25 anni ed è originario della parrocchia di San Pietro apostolo di San Pier d’Isonzo; è impegnato nel tirocinio pastorale nella parrocchia di San Lorenzo a Ronchi dei Legionari.
Riceverà i Ministeri del Lettorato e dell’Accolitato il seminarista Manuel Millo.
38 anni, originario della Parrocchia Ss. Pietro e Paolo di Staranzano, Manuel è nel quinto anno di seminario e svolge il tirocinio pastorale nell’Unità Pastorale Ss. Ilario e Taziano - S. Ignazio - S. Rocco - S. Anna di Gorizia.
Purtroppo, a motivo dell’emergenza epidemiologica che stiamo vivendo, non sarà possibile a tutti di prendere parte alla celebrazione; potremo però unirci spiritualmente in preghiera per i candidati e seguire la Messa attraverso i canali social della Diocesi, in particolare attraverso il canale YouTube chiesadigorizia.
Sarà un’occasione per innalzare al Signore la nostra preghiera per nuove vocazioni a servizio della Chiesa e del Popolo di Dio.

Il Concilio Vaticano II ha affermato che lo Spirito santificatore della Chiesa "la unifica nella comunione e nel ministero, la provvede e dirige con diversi doni gerarchici e carismatici, la abbellisce dei suoi frutti" (LG, 4).
La Chiesa, così orientata e sollecitata anche dalla situazione attuale della sua vita nel mondo contemporaneo, ha compiuto una ricognizione dei carismi e dei ministeri, di cui lo Spirito del Signore l’ha arricchita e di cui continua a farle dono. Nel 1972, con il Motu proprio Ministeria quaedam il Papa San Paolo VI ha portato a compimento questa ricognizione e ha istituito i "ministeri", rinnovando la disciplina di quelli che un tempo si chiamavano "Ordini Minori". Termina così un’antica disciplina, che riguardava soltanto i futuri presbiteri, e sorge un nuovo ordinamento che investe le intere comunità cristiane e tutti i loro membri.
Nel cammino di formazione verso il Presbiterato, i Ministeri sono "tappe" importanti di formazione liturgica, spirituale e pastorale nel sevizio al Popolo di Dio; essi sono una grazia, che viene conferita a colui che ne è istituito. La Chiesa, in una celebrazione liturgica, con l’efficacia che le viene dallo Spirito, invoca sul lettore e sull’accolito che devono essere istituiti: "speciale benedizione perché possano compiere fedelmente il loro servizio" (Orazione dell’istituzione degli accoliti). Con questa benedizione del Vescovo e nella Grazia dello Spirito, i candidati divengono i custodi dei doni più preziosi della Chiesa: la Parola e l’Eucarestia.

Il lettore al servizio della Parola di Dio
L’ufficio liturgico del lettore è la proclamazione delle letture nell’assemblea liturgica.
Di conseguenza il lettore deve curare la preparazione dei fedeli alla comprensione della parola di Dio ed educare nella fede i fanciulli e gli adulti. Ministero perciò di annunciatore, di catechista, di educatore alla vita sacramentale, di evangelizzatore a chi non conosce o misconosce il Vangelo.
Suo impegno, perché al ministero corrisponda un’effettiva idoneità e consapevolezza, deve essere quello di accogliere, conoscere, meditare, testimoniare la Parola di Dio che egli deve trasmettere (cfr. MQ e Rito dell’istituzione del lettore).

L’Accolito al servizio dell’Eucarestia
L’Accolito è istituito per aiutare il Diacono e per fare da ministro al Sacerdote. Suo compito è quindi è di aiutare il presbitero e il diacono nelle azioni liturgiche; di distribuire o di esporre, come ministro straordinario, l’Eucaristia.
Di conseguenza, deve curare con impegno il servizio all’altare e farsi educatore di chiunque nella comunità presta il suo servizio alle azioni liturgiche.
L’attenzione che il suo Ministero lo spinge ad avere con "i deboli e gli infermi" (cfr. Rito dell’istituzione dell’accolito) lo stimola a farsi strumento dell’amore di Cristo e della Chiesa nei loro confronti.
Suo impegno sarà, quindi, quello di conoscere e amare lo spirito della liturgia; di acquisire un profondo amore per il popolo di Dio e specialmente per i sofferenti.

© Voce Isontina 2021 - Riproduzione riservata
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