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La liturgia al tempo del Covid-19

Le esperienze vissute nei mesi scorsi potranno insegnare molto anche in futuro

Parole chiave: Covid 19 (47), liturgia (18)
La liturgia al tempo del Covid-19

Parlare di liturgia nel periodo in cui siamo stati costretti a casa può sembrare quanto meno inusuale. Parlare di liturgia in questo tempo, ci porta a riflettere su quanto è mancati il contatto con la comunità in cui siamo inseriti e con le persone che incontravamo durante la s.Messa domenicale e infrasettimanale.
Vivere da casa la liturgia è stato per tutti un’esperienza ben diversa dal vivere la liturgia in chiesa: si vive di più il senso della famiglia, della piccola Chiesa domestica, ma manca il coro di voci che cantano, pregano e inneggiano assieme, ad una sola voce.
Come operatori liturgici che hanno potuto operare in chiesa per far sì che la liturgia potesse essere vissuta, la sensazione è stata in parte simile e in parte profondamente diversa, perché la chiesa vuota e con le singole voci che rimbombano è un’esperienza a cui non ci si abitua.
Durante il periodo di quaresima abbiamo potuto vivere con le nostre famiglie le liturgie e, a posteriori, siamo ben felici di poter testimoniare la bellezza della piccola Chiesa domestica, unita in un’unica preghiera. Quando ci è arrivata la notizia della possibilità di celebrare i riti della Settimana Santa, siamo riusciti a fare tesoro di questa breve esperienza per migliorare ancora di più le liturgie che saremmo andati a vivere, ognuno nelle nostre case ma uniti.
Organizzare le celebrazioni della Settimana Santa è già, normalmente, un impegno notevole, che richiede ore di riunioni con le figure che sono sostegno fondamentale per le celebrazioni; quest’anno ancora di più perché abbiamo lavorato da casa, tramite le video chiamate, cercando di limitare al minimo le persone presenti in chiesa.
Ci siamo fermati molto a riflettere sul senso dell’Unità Pastorale, che finora si era concretizzata solo per alcuni gruppi, e abbiamo compreso quanto siamo più che mai chiamati a essere uniti. In questo periodo di preparazione abbiamo avuto occasione di conoscere meglio gli operatori della liturgia delle altre realtà parrocchiali, le particolarità delle loro liturgie e soprattutto quanto, nelle piccole comunità, si era pronti a mettersi a servizio. In stretta collaborazione con il parroco e i referenti delle varie comunità (Strassoldo, Muscoli, Terzo-San Martino e Scodovacca), abbiamo lavorato insieme sui diversi fronti per la Settimana Santa: il sussidio per seguire le celebrazioni da casa ed elaborare alcune "paraliturgie" per i ragazzi dell’Iniziazione Cristiana, cercare lettori per le celebrazioni ma anche cantori e canti che favorissero la partecipazione delle persone da casa, adattare le liturgie e i gesti per renderli visibili anche da casa.
Vivere le celebrazioni della Settimana Santa è stata un’esperienza intensa. Nel duomo, a Cervignano, durante la messa domenicale si vedono i bambini e ragazzi dei vari gruppi parrocchiali in prima fila, ci sono le famiglie con i bambini piccoli, ci sono le persone anziane che cercano con lo sguardo i loro compagni di banco e tante altre persone. Celebrare la liturgia senza vedere i volti di queste persone, non sentire le voci unite nel canto, non vedere i bambini e ragazzi prendersi per mano alla recita del Padre Nostro o scambiarsi un gesto di pace, ha portato a vivere la liturgia con un velo di tristezza, consapevoli allo stesso tempo, che questi gesti venivano vissuti dalle persone nelle loro case, con i loro affetti, forse anche di più di quanto fossero vissuti in chiesa.
Il periodo più complesso da organizzare, durante l’anno liturgico, è il Triduo Pasquale. Significa cercare di favorire la partecipazione dei fedeli, soprattutto dei ragazzi, per delle celebrazioni particolari, vuol dire lavorare con i vari gruppi per cercare dei lettori, dei canti adatti e vuol dire formare anche i ministranti per dei gesti e dei momenti unici. Quest’anno non abbiamo potuto fare tutto questo, se non in minima parte. Abbiamo dovuto limitare i lettori, chiamandone due per celebrazione, a rotazione dalle varie realtà parrocchiali, abbiamo avuto solo due cantori e due ministri. Abituati a collaborare con parecchie persone che "gestivano" i diversi momenti delle celebrazioni, ci limitavamo a sistemare la chiesa e preparare ciò che serviva; quest’anno è stato molto più complesso poiché, seppur aiutati dal nostro parroco, dovevamo tenere conto di tanti aspetti: dai lettori, ai libri che servivano, agli oggetti da preparare e ciò che poteva servire, nonché contemporaneamente tenere a mente tutte le "particolarità" dei vari momenti per favorire la partecipazione da casa, compresa la necessità di restare nel "raggio della telecamera" per permettere la visibilità da casa.
Ciò che potuto vivere durante questa Settimana Santa così particolare è ben impresso dentro di noi: il senso di unità profonda con le famiglie, seppur a distanza, la consapevolezza che ciò che è stato preparato con molto impegno è servito alla comunità, ha accompagnato la comunità nella preghiera e nel vivere le liturgie in modo più completo possibile, tutto ciò su cui siamo stati chiamati a "rivedere" e migliorare ci ha portato condotti a una riflessione profonda sul significato di Unità Pastorale anche nella liturgia vera e propria,  vissuta con una comunità che mette in gioco  le proprie particolarità perché ogni bambino, ragazzo o adulto possa riconoscere un gesto familiare durante l’Eucarestia.
Tutto ciò che abbiamo sperimentato durante la Settimana Santa, non è stato fine a sé stesso. Ci siamo impegnati e ci impegneremo ancora per migliorare il rapporto fra le varie realtà parrocchiali,.
Il nostro grazie profondo va a quanti si sono resi disponibili in questo tempo in cui è facile rintanarsi nel proprio io ed è molto più difficile mettersi a servizio per qualcuno, grazie alle comunità della nostra UP, perché senza i suggerimenti che giunti dalle loro case, non potremmo cercare di migliorare.
Anche se la chiesa risuona piano delle nostre voci e il silenzio è tanto, accompagnando i nostri passi e le nostre parole sussurrate, agiamo e serviamo con la consapevolezza che non siamo soli, che siamo uniti nella preghiera, nel canto, nel ringraziamento e nella meditazione con tutta la comunità, uniti davanti a Gesù Eucarestia che è presente nelle case, nei nostri pensieri ed è il senso del nostro servizio.

© Voce Isontina 2019 - Riproduzione riservata
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