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La chiusura a Barbana della Porta della Misericordia

Domenica 9 ottobre alle 15.30 il rito presieduto dal vescovo Carlo. In Vaticano la copia dell’immagine conservata in basilica: la preziosa opera è custodita dal 1863 dalla Fabrica di S.Pietro

Parole chiave: quadro in Vaticano (1), Barbana (10), Porta santa (9)
La chiusura a Barbana della Porta della Misericordia

Sarà l’Arcivescovo mons. Carlo Roberto Maria Redaelli a presiede il solenne rito con cui domenica 9 ottobre, alle ore 15.30, verrà solennemente chiusa la Porta della Misericordia nel santuario di Barbana.
Nell’Anno della Misericordia è giunta, significativamente, anche la "scoperta" di un quadro della Madonna di Barbana conservato in Vaticano e la cui storia è decisamente singolare.

La Madonna di Barbana in Vaticano.
Non la statua, né quella attuale né le precedenti, ma un quadro originale che raffigura la Vergine il giorno dell’Incoronazione avvenuta nel 1863 e una rappresentazione della grande festa che si tenne a Barbana il 15 agosto di quell’anno. Il quadro, un olio su tela di 121x77 centimetri, è firmato da Pittino e non riportando la data precisa, è stato classificato come opera risalente alla metà del XIX secolo.
Per disposizione vaticana, subito dopo l’avvenuta incoronazione doveva essere recapitato in Vaticano un quadro raffigurante l’avvenuta cerimonia, unitamente ad altra documentazione fra cui una serie di "immaginette" (comunemente chiamati "santini").
La preziosa opera è custodita nella Fabrica di San Pietro in Vaticano ed è stata restaurata a cura dell’Istituto Italiano d’Arte e Restauro da Consuelo Proietti e Ilenia Deleo nel 2004.
Il quadro che riporta fedelmente l’immagine esposta in occasione dell’Incoronazione avvenuta per merito dell’allora superiore don Leonardo Stagni, rappresenta la Vergine in trono, con una rosa nella mano destra. Seduto sulle gambe è il Bambino Gesù, benedicente con la mano destra e con un piccolo libro nella mano sinistra. Maria è presentata avvolta in un manto blu e con una veste di seta bianca ricamata con fiori d’oro e d’argento, che, come attestano i documenti, fu donata dalla principessa Teresa Hoenlohe nel 1863. Sulla testa di Maria e del Bambino sono raffigurate le due auree corone, nelle quali vennero incastonate 64 pietre preziose poste in occasione della cerimonia di incoronazione dell’effige, avvenuta il 15 agosto 1863.
Sono dati e precisazioni fatte da Sara Magister e Pietro Zander nel catalogo di una mostra intitolata "Piene di Grazia: Madonne Coronate dalla Basilica Vaticana", che fu stampato in lingua inglese poiché i 100 quadri di altre Madonne Incoronate furono esposte in una grande mostra a New York nel 2013.
Ciò che spicca nel quadro è la parte bassa con la raffigurazione dell’isola di Barbana, dove si nota anche la presenza di uno dei casoni che un tempo si trovavano proprio nell’isola ed erano abitati stabilmente da diverse famiglie di pescatori.
Nella scheda del catalogo dedicata alla Madonna di Barbana (il quadro è considerato uno dei più belli, se non il più bello di tutta la raccolta in Vaticano) viene poi succintamente narrata la storia della nascita dell’isola e del Santuario fino ad arrivare all’attuale cura garantita dai frati minori francescani. Quest’anno, nell’ambito del periodo di apertura della Porta Santa del Santuario di Barbana, i frati che custodiscono il Santuario intendono stampare una gigantografia di questa splendida opera che si trova in Vaticano per esporla all’interno del Santuario.
A Barbana si trova anche un quadro a firma di Del Neri simile a quello custodito in Vaticano, ma di datazione seguente. 

© Voce Isontina 2019 - Riproduzione riservata
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