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"L’uomo cammina ma Dio guida i nostri passi"

Ricorrono in questi giorni i 45 anni di impegno di evangelizzazione e promozione umana in Africa della missionaria laica diocesana Ivana Cossar

Parole chiave: Ivana Cossar (6), Africa (9), missione (68)
"L’uomo cammina ma Dio guida i nostri passi"

Questo è un anno particolare per Ivana Cossar, missionaria laica della nostra diocesi, perché segna i suoi 45 anni in missione in Africa.
Un traguardo importante per una scelta di Fede e di Vita, nella quale tanto ha donato, ma anche tanto le è stato donato. Abbiamo ripercorso insieme a lei questi anni, fatti di passione, ricordi, emozioni, andando poi oltre, a guardare le speranze e i desideri per queste terre, spesso scosse da cambiamenti interni e dal terrorismo.

Ricorre quest’anno per lei un anniversario importante: 45 anni in missione.
Ricordando il momento in cui ha preso la decisione di partire come missionaria laica, quali sono state le motivazioni - la "scintilla" - che l’hanno spinta a intraprendere questa importante "avventura"? Pensava già potesse continuare così, nel tempo?
La scintilla? Non sempre una sola basta per accendere la fiamma. Ad ogni modo, una l’avevo già colta nel circolo universitario che frequentavo durante i miei studi negli Stati Uniti: l’entusiasmo, la gioia dei giovani che ritornavano dopo un’esperienza di due anni all’estero, in un Paese del "Terzo Mondo" - allora sinonimo di miseria e sottosviluppo -. Questi ragazzi facevano parte dei Peace Corps (Corpi di Pace), fondati da John F. Kennedy. La testimonianza vissuta da questi giovani volontari e le forti motivazioni dei candidati - neo laureati - di prossima partenza (la maggioranza verso Paesi dell’America latina) è stata molto contagiosa per me.
Determinante poi il giorno in cui, aprendo la mia casella di posta personale, la n. 722, al Campus Universitario, ebbi la sorpresa di trovare una copia del Nuovo Testamento, "Good News" in basic English. Questa scoperta, inattesa, è valsa per tutti gli studenti universitari negli Stati Uniti in quel periodo: un tempo, non proprio così lontano, nel cammino di evangelizzazione della nostra Madre Chiesa, non era cosa ordinaria avere direttamente accesso alla Bibbia, alla Parola di Dio, se non in maniera più incoraggiante dopo il Concilio Vaticano II.
Credo che l’incontro personale con Gesù, attraverso la sua Parola, abbia notevolmente inciso a favore di una scelta di vita.
Così partii per due anni verso la Costa d’Avorio e rientrai dopo il terzo… per ripartire e ripartire di nuovo. Guai a me se non l’avessi fatto!

In questi 45 anni ha osservato sicuramente numerosi cambiamenti sociali, politici, culturali… quale quello che maggiormente l’ha colpita?
Ce ne sarebbero non uno, ma parecchi di importanti.
Sono rimasta ammirata dal lungo e tenace percorso del popolo burkinabe in fatto di democrazia. Il coraggio, l’eroismo dei giovani nel ruolo determinante avuto durante l’ultimo colpo di Stato, a prezzo del loro sangue, per difendere la libertà e la giustizia contro gli abusi e soprusi dei diritti umani di una dittatura durata 27 anni.
Ma non meno dall’importante cammino della Donna in questi decenni. "Educare una bambina, è educare una nazione", era lo slogan di tanti anni fa dell’Unesco. Ora noi troviamo la Donna burkinabe in tutti i settori della vita politica, economica, culturale… grazie al fatto che, finalmente, ha avuto accesso all’istruzione ed educazione superiore. La Donna burkinabe si difende con dignità, competenza e molto onore, anche se molte conquiste hanno bisogno di essere consolidate e altre sono ancora da raggiungere, soprattutto in ambienti tradizionali radicali.
In lei sono riposte molte speranze per la sopravvivenza della nazione.

A livello personale invece, quale il ricordo (o i ricordi) che più di tutti porta nel cuore?
Il giorno in cui, all’ufficio postale di Dedugu, ho tenuto tra le mani la prima copia del Nuovo Testamento in Lingua "san", destinato alla parrocchia del Sacro Cuore di Toma, per coronare il suo 50° di evangelizzazione. Il Vangelo era stato stampato nella Tipografia Vaticana e don Giuseppe, allora instancabile direttore del Centro Missionario diocesano di Gorizia, l’aveva presa talmente a cuore che non esitò a raggiungere uno dei nostri sacerdoti a Barcellona, per farsi trascrivere un versetto di San Giovanni che mancava!
Quel giorno memorabile, informata di dove si trovasse in tournée pastorale Monsignor Toe, presi il volante e lo raggiunsi, tentando anche una pista sterrata da brivido…! Grande è stata l’emozione alla consegna. Inoltre, altre 7.000 copie stavano arrivando al porto di Lomé, in Togo.
Grazie ai Gruppi di educazione di base di giovani adulti, responsabili delle Comunità cristiane, stavamo diffondendo migliaia di Vangeli in una delle circa 12 lingue della diocesi, il diyula, e la cosa importante era che la richiesta veniva proprio dai fedeli.
Che dire? Per quell’unico Vangelo, ricevuto gratuitamente, trovato nella mia Mail Box n.722 alla Madison University, il Maestro mi ha permesso di diffonderne più di 10.000, grazie anche al Centro missionario diocesano.

È recentemente tornata in terra africana. Cosa l’attende? La continuazione di alcuni progetti e/o qualche nuovo progetto o attività?
In questa fase stiamo puntando all’educazione e alla formazione tecnica e professionale dei ragazzi e ragazze meritevoli e vulnerabili. Non da sola, ma assieme a Luisella Paoli, che tutt’ora, dall’Italia, si rende presente, portando un contributo prezioso all’accompagnamento del progetto "Un sorriso per il futuro" del Centro missionario diocesano. Contribuiamo con un modesto aiuto, sotto forma di borsa di studio.
Dal cambiamento positivo delle condizioni di vita tanto di questi giovani, quanto delle loro famiglie, siamo convinti che questa sia una delle strategie migliori per vincere povertà, miseria e ingiustizie sociali. Un contributo importante (direi indispensabile) allo sviluppo del Paese ma anche alla vita della nazione, che auspica unità e coesione in un contesto politico e sociale di preoccupante fragilità, dovuto ai continui attacchi terroristici e alle ingenti perdite di vite umane.
Ogni anno ormai vediamo arrivare al traguardo insegnanti, infermiere, ostetriche… al lavoro anche un saldatore, degli autisti, centinaia di sarte e, naturalmente, anche decine di sacerdoti (uno è l’attuale Vescovo di Dedugu) e di religiose. Perciò, a parte qualche sostegno a micro progetti nell’ambito umanitario - caritativo ma anche culturale, continueremo a considerare prioritaria l’educazione - formazione secondaria e superiore di giovani motivati, provenienti da ambienti poveri e marginali, senza distinzione alcuna, ossia né etnica né linguistica, né tantomeno religiosa.
Attualmente la situazione di insicurezza e di reale pericolo in Burkina, non mi permette più di spostarmi verso diverse parrocchie e zone della Diocesi di Nuna e di Dedugu e del resto del Paese come prima.

Se dovesse esprimere e sintetizzare a parole, cosa direbbe le ha donato questa scelta di vita?
"L’uomo cammina ma Dio guida i suoi passi". Appunto perché è un dono, gli direi grazie. Grazie, Signore, per questa scelta; grazie per tutte le volte che mi hai salvato la vita; grazie per non avermi mai fatto mancare il conforto della tua presenza; grazie per tutte le chances che mi hai dato lungo il cammino, frutto della tua inesauribile misericordia! Benedici abbondantemente il cammino missionario della Chiesa di Gorizia, tutti i gruppi missionari e amici anonimi che hanno contribuito a far sì che perseverassimo insieme.
A Te ogni onore e gloria e che la Tua Parola diventi la luce e lampada sui passi dei nostri cristiani, giovani e… diversamente giovani.

© Voce Isontina 2019 - Riproduzione riservata
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