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L’annuncio in un orizzonte di reale possibilità

La  parrocchia dei SS. Nicolò e Paolo a Monfalcone ha ospitato l’annuale Tre Giorni di incontro e di aggiornamento dei catechisti della diocesi

Parole chiave: catechista (15), formazione (51), aggiornamento (4)
L’annuncio in un orizzonte di reale possibilità

Pur rivedendo i modi, i tempi e il luogo a causa delle misure di tutela della salute pubblica, presso la parrocchia SS. Nicolò e Paolo di Monfalcone dal 24 al 26 agosto si sono svolte le tre serate di formazione rivolte ai catechisti, proposte dall’Ufficio Catechistico Diocesano in collaborazione con l’Ufficio Liturgico Diocesano.
Il percorso, intitolato "È risorto... ed è apparso (1Cor 15,5): l’annuncio in un orizzonte di reale possibilità", ha messo a tema alcuni nodi emersi nei mesi scorsi, tentando leggere in profondità il tempo che stiamo vivendo.

La prima serata
Nella prima serata, dopo aver ascoltato le parole di Papa Francesco e di mons. Redaelli che ha posto l’attenzione su tre osservazioni: riscoperta del rapporto tra famiglia e comunità cristiana, alleanza tra famiglia e progetto di educazione alla fede dei propri figli e la Messa di Prima Comunione come l’inizio di un gesto, di un segno che se accolto accompagnerà per tutta la vita, fra’ Luigi ha presentato le tre serate ponendo l’attenzione sulle varie esigenze, cioè come la chiesa evangelizza oggi, quali le strade da percorrere, cosa è essenziale e non possiamo abbandonare, come valorizzare le tecnologie digitali (usandole ma non abusandone).
È stato poi presentato il relatore della serata don Marco Sanavio esperto di comunicazione digitale e catechesi che ha trattato il tema "Catechesi e comunicazione digitale: tanti strumenti e tanti luoghi".
Aprendo il suo intervento don Marco ha puntualizzato quanto sia importante l’educazione e l’ascolto dei piccoli dicendo: "Non è mai tempo perso anche tra le difficoltà che dobbiamo affrontare. Educare aiuta a rispettare, a dare fiducia, a permettere di fare un percorso, elementi questi fondamentali per il tempo in cui viviamo".
Il relatore ha poi sottolineato tre aspetti fondamentali per la catechesi:
1. Presenza: fondamentale e richiesta se si vuole costruire relazione vera; ha sottolineato, inoltre, che il concetto di presenza cambia se si usa il digitale.
2. Esperienza: è indispensabile far fare esperienza ai bambini e incentivare l’esperienza rispetto alle parole. In sede di catechesi fare esperienza è uno strumento che ci può condurre a Dio utilizzando la lettura della Parola di Dio come possibilità di collegare l’esperienza fatta a ciò che Gesù stesso ha fatto.
3. Semplificazione: la digitalizzazione ci invita ad essere più semplici nei tempi, nel linguaggio, nella linearità dei percorsi e nell’ecologia dei contenuti.
Ha concluso l’incontro dando alcuni suggerimenti su come lavorare "fisicamente" con i ragazzi e lanciare altre cose con il digitale. Alcuni i consigli pratici: mostrare e non dire, ridurre i tempi e concentrare l’esperienza, mettere le tecniche digitali al servizio dell’educazione.

La seconda serata
La seconda serata dal titolo "Tra celebrazioni domestiche e comunitarie: quali nuove sfide?" è stata condotta da don Luca Palazzi, liturgista e parroco, don Fabrizio Colombini, docente di spiritualità e parroco, ed Elisabetta Lambertini, coordinatrice della catechesi nella propria parrocchia. L’incontro si è aperto con un momento di preghiera centrato sul brano del vangelo utilizzato da papa Francesco per rileggere e discernere il tempo del lockdown: Gesù dorme in mezzo alla tempesta (Mc 4,35-41).
Attraverso una serie di domande i relatori hanno introdotto e accompagnato il tema della serata: "quali parole ha urlato in noi questo tempo? Cosa ha svelato questo tempo? Che cosa era veramente in gioco? Come aiutare durante il lockdown le persone a pregare e portare avanti il loro cammino di fede?".
Nell’ultima domanda - "quali sfide oggi?" - don Luca, riprendeva il titolo della serata e offriva alcune prospettive. Il rapporto e il valore reciproco della preghiera domestica comunitaria si comprendono se teniamo conto la concretezza dell’esperienza e la necessità di un cambio di mentalità. Questo tempo ha aperto un vuoto, che non possiamo e non vogliamo colmare immediatamente né frettolosamente, ma vogliamo abitarlo pazientemente per cogliere il soffio dello Spirito. La preghiera comunitaria e quella domestica ci dicono che non esiste una sola forma per dire e nutrire la nostra fede. Due esperienze simili e profondamente diverse.
La preghiera domestica non è una parentesi, uno stratagemma messo in atto in attesa di tornare a celebrare solamente l’eucarestia. È una buona pratica che va custodita, anche se in modo nuovo.
L’incontro è terminato con una meditazione ispirata dalla lettura e interpretazione dell’opera d’arte "La tempesta sedata" di E. Delacroix.

La serata finale
"Dalle domande di senso agli elementi irrinunciabili nell’annuncio del Vangelo" è stato il tema della terza serata. Il relatore don Maurizio Girolami, direttore dell’UDC della diocesi di Concordia-Pordenone, ha offerto un viaggio scandito da tre tappe.
Nella prima tappa è stato messo in luce la risposta che la Parola di Dio dà alle domande di senso circa la violenza dell’uomo, la difficoltà di comunicare data dalle differenze, la proporzionalità di fronte al Creatore.
La risposta a queste domande è stato il secondo passaggio: l’incarnazione del Figlio di Dio, il quale trova il suo compimento nel mistero pasquale, ricordando che il Signore è morto, è stato sepolto ed è risorto.
Il terzo passo è stato dedicato agli elementi essenziali che non possono essere persi di vista in questo nostro tempo: l’ascolto della Parola e la dimensione della testimonianza apostolica.

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