Chiesa
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L’annuncio

Chi è la cerniera tra il Nuovo e l’Antico Testamento? Beh, certo, lo è Gesù: umano nella sua divinità e divino nella sua umanità. Ma tra noi uomini? Nel genere umano? Chi ha fatto da cerniera tra la nuova e la vecchia Alleanza?

Parole chiave: annuncio (4), Unitalsi (15)

Ci aiuta nella risposta l’evangelista Luca. Il gruppo delle donne, che seguivano Gesù dalla Galilea, si è recato con Giuseppe di Arimatea fino al sepolcro. Qui, davanti alla tomba, avevano due possibilità: piangere al pensiero delle belle ore trascorse con il Maestro, ripercorrere i momenti più salienti della vita comune oppure essere coscienti del momento presente. Hanno scelto la seconda opzione. Dopo aver osservato e scrutato il luogo dove lo hanno deposto, dopo aver visto per ultime la culla che aveva accolto il corpo martoriato e morto del Cristo, hanno pensato come organizzare l’ultimo gesto di rispetto e onore. In quel momento non erano capaci di sentirsi utili se non nel gesto della profumazione, dell’unzione e dell’ imbalsamazione di un corpo orami privo di vita. Questo era il progetto. Ma le circostanze hanno impedito loro di metterlo in pratica perchè la legge, le norme, la consuetudine proibivano di lavorare il giorno di sabato. Il "si è fatto sempre così" ha impedito loro di compiere quell’estremo gesto di solidarietà che fa parte del rispetto dei morti. Non si sono opposte alla legge, non potevano farlo. Allora hanno indietreggiato, sono tornate a casa. Ma passato il sabato, passati gli estremi della "chiusura legale", sono ritornate a realizzare il loto progetto. Incredule hanno constatato che quella culla che esse stesse avevano lasciato a cullare il morto, ora era vuota. E qui il grande "fiuto" delle donne! Cosa fare? Denunciare l’atto sacrilego? Digrignare i denti e stracciarsi le vesti? NO, nulla di ciò! Hanno cambiato progetto. Hanno optato per un’altra soluzione: ANNUNCIARE! Sono corse a portare il lieto annuncio a chiunque hanno incontrato per strada. Le donne! Ha ragione papa Francesco a dare alle donne il giusto ruolo nella Chiesa. Sono temerarie e non si piegano davanti alla difficoltà!
Questa icona evangelica lucana mi sembra l’immagine dell’Unitalsi di oggi. Siamo davanti ad una situazione quasi "da sepolcro" ed abbiamo due strade: piangere il glorioso passato, fare memoria tra un anniversario e l’altro dei grandi avvenimenti della nostra storia oppure imbalsamare e profumare il corpo. Nè un nè l’altra scelta portano in se una soluzione. La prima non ha futuro, vive del passato e per il passato. La seconda è solo un imbiancare la facciata di un edificio che all’interno porta ossa morte e memorie trapassate. Mi auguro invece che l’Unitalsi intraprenda la terza via, il nuovo progetto delle donne: andare ad annunciare che Cristo è vivo! Andare tra la gente a dire che l’Unitalsi è viva! Essa è composta da esseri umani, per cui è anche caduca e soggetta alla morte. Ma è anche un’assemblea di Popolo di Dio che vive per il futuro e per la vita. Quella naturale e quella eterna!
Nulla ha potuto trattenere la forza di Dio a dischiudere il guscio del sepolcro! Nulla può fermare l’azione dell’Unitalsi perchè è e vuole essere portatrice di vita e verità!

© Voce Isontina 2019 - Riproduzione riservata
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