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L’Unitalsi è ripartita!

Il pellegrinaggio a Lourdes delle Chiese del Triveneto

Parole chiave: Unitalsi (37)
L’Unitalsi è ripartita!

L'Unitalsi riparte! Questa breve frase è stata scritta sul libretto di preghiere consegnato ai pellegrini che hanno preso parte al recente pellegrinaggio a Lourdes dalle Regioni del Nord-Est, meglio conosciute come il Triveneto. Un pellegrinaggio che ha avuto il sapore della ripartenza e condito da un forte entusiasmo, dal desiderio di camminare nuovamente assieme, dopo mesi e mesi di segregazione, di limitazioni dei nostri movimenti e, per i credenti, di riduzione delle manifestazioni e partecipazioni religiose.
Per quanti hanno partecipato al pellegrinaggio mariano è stato offerto un "dono nuovissimo" ed inedito: è stata la prima esperienza in assoluto che ha visto la quasi totalità delle diocesi del Nord-Est riunirsi per organizzare il pellegrinaggio da più persone definito della "ripartenza". La crisi pandemica, pur con tutto il male che ha provocato, ha prodotto quelle condizioni che hanno causato l’impossibilità, visti numeri dei partecipanti, di un pellegrinaggio autarchico da svolgersi nell’ambito di una diocesi e di diocesi viciniori, ma anche prodotto le condizioni per un’azione corale che ha visto le varie Sottosezioni unitalsiane unirsi in un rapporto sinergico per realizzare - a mia memoria storica - il primo pellegrinaggio delle regioni Veneto, Friuli-Venezia Giulia e delle province autonome di Trento e di Bolzano.
L’esperienza mariana alla Grotta di Massabielle ha unito diverse genti con sensibilità e tradizioni religiose diverse tra loro in un solo popolo avente "un cuor solo ed un’anima sola".
La stessa Presidente dell’Unitalsi Triveneta, Renata Stevan, nella breve riunione con i quasi trenta Sacerdoti accompagnatori del pellegrinaggio, ha sottolineato la straordinarietà e anche la novità di questa esperienza reputandola degna di nota e anche di riproposizione sul piano organizzativo.
La pandemia, quindi, pur essendo in sé e per sé un male, ha prodotto indirettamente anche un bene, quello di farci scoprire come un unico popolo in cammino verso la santificazione personale ed ecclesiale. Gorizia, dal canto suo, essendo oramai da decenni, dopo la seconda guerra mondiale, una diocesi di confine, ha già sperimentato, nel tempo, un cammino di molteplicità delle lingue e delle nazionalità, portando la sua Unitalsi di Sottosezione ad aprirsi ad esperienze più allargate apportatrici di notevoli ricchezze umane e spirituali.
Cammino non sempre facile e non sempre capito, ma che il tempo ha decretato nella sua positività.
Il Triveneto, pur nella sua antica e gloriosa storia di pellegrinaggi mariani a Lourdes, è chiamata ad aprirsi, sicuramente, a questo nuovo orizzonte che vede un grande territorio e le sue numerose diocesi chiamate ad una nuovissima collaborazione, collaborazione che, conservate le proprie specificità ed originalità, porterà abbondanti frutti spirituali accanto ai tanti frutti di carità e di prossimità come ci insegna la stupenda parabola del Buon Samaritano.

© Voce Isontina 2021 - Riproduzione riservata
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