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L’Eucarestia forma la Chiesa

Concluso il corso per i ministri straordinari dell’Eucarestia e gli operatori sanitari

L’Eucarestia forma la Chiesa

Si è concluso sabato 8 febbraio con il quarto incontro tenutosi a Ronchi dei Legionari, il corso di formazione organizzato dalla diocesi grazie agli uffici della Liturgia e della Pastorale della salute, per i ministri straordinari dell’Eucarestia e per gli operatori sanitari.
Quest’ultimo incontro tenuto da don Francesco Rossi padre stimmatino della diocesi di Udine, insegnante ed impegnato nel campo della catechesi ha avuto come titolo: "L’Eucarestia forma della Chiesa".
Il relatore partendo dalla parola "Sacramento" lo ha descritto come "Mistero", qualcosa che non si conosce ma che è rivelato in Gesù e che proclamiamo nella fede ogni volta nella S.Messa al termine della consacrazione: "Annunciamo la tua morte Signore..." . In latino vuol dire sacramento che nella liturgia non si vive da soli, ma insieme come azione di un popolo, che risponde in modo orante nella preghiera; un mistero pasquale che si celebra anche quando si dona la comunione all’ammalato perchè Cristo entra in lui. I sacramenti allora sono umili eventi della vita, luoghi santi dell’incontro con il Signore che si mostra faccia a faccia e celebra con noi un’alleanza. Dal fonte battesimale alla Gerusalemme del cielo, attraverso il cammino di tutta una vita per farli operare in noi e farci raggiungere dalla loro forza, come promessa e speranza per arrivare al Regno di Dio.
L’Eucarestia quindi ,nella, per e con la Chiesa nella quale trova il suo destino, come ultima cena, vissuta da Gesù con i suoi apostoli come desiderio ardente di mangiare la pasqua in attesa di farlo nella gloria. "Fate questo in memoria di me" un gesto che diventa il centro della vita della chiesa,come sacrificio della croce, non solo un rito quindi ma un’esperienza vitale vissuta come comunità.
Padre Francesco ha poi sottolineato le varie parti della s.messa dove nell’atto penitenziale siamo educati ad essere tutti uguali e a riconoscere i nostri peccati verso Dio e verso i fratelli; nella liturgia della Parola dove uno solo proclama e tutti ci mettiamo in ascolto come uditori lasciando che la parola entri dentro di noi; nell’offertorio  dove ognuno esprime il proprio sacerdozio come esperienza di chiesa che riconosce i propri ruoli e prima di ricevere la comunione dove diciamo un’espressione che non ci si aspetta, pronunciata da un pagano, un centurione, che viene qui ripresa "Signore io non son degno...." come esperienza della propria povertà che diventa luogo dell’incontro con il Signore. Infine ha elencato e spiegato brevemente tutti i termini con cui viene descritta l’Eucarestia e cioè Messa, Memoriale, Rendimento di grazia, Sacrificio,Cena del Signore, Frazione del pane, Comunione. Un sacramento quindi che dà la vita, che è l’oggi di Dio che entra nella mia storia, che mi invia alla missione, un’unione con Cristo per formare tutti un unico corpo, un pane che si spezza perchè tutti possiamo essere raggiunti dal Signore, un’azione salvifica, centro di tutto, fonte e culmine della vita cristiana.

© Voce Isontina 2019 - Riproduzione riservata
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