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L’Apostolato del Mare celebra i 100 anni

Una celebrazione eucaristica in diocesi mercoledì 14 alla Marcelliana

Parole chiave: Apostolato del Mare (2), centenario (27)
L’Apostolato del Mare celebra i 100 anni

Nell’ottobre del 1920 a Glasgow, in Scozia, dopo alcuni anni di attività svolta in modo informale, viene costituito l’Apostolato del mare con l’obiettivo di dare ai marinai e alle loro famiglie tutta l’assistenza necessaria per una dignitosa vita e una cura spirituale, tanto a bordo quanto a terra.
Oggi l’Apostolato del mare assiste marittimi, pescatori e le loro famiglie in tutto il mondo, con una presenza in oltre 260 porti di 55 Paesi, con oltre 200 cappellani di porto e centinaia di volontari. Una realtà presente da una decina d’anni anche nel porto di Monfalcone grazie all’opera della Stella Maris Monfalcone; per celebrare questo anniversario sono stati programmati due momenti.
Come primo momento è stata fissata per mercoledì 14 ottobre alle ore 11, presso il Santuario della Beata Vergine Marcelliana a Monfalcone, una celebrazione eucaristica a cui sono invitati i fedeli tutti ma in particolare quanti lavorano ed operano con il mare a Monfalcone, dagli operatori portuali, alle forze dell’ordine, ai lavoratori nei vari cantieri nautici, ai pescatori e velisti, tutti coloro che rientrano nella grande famiglia della gente di mare e di cui l’Apostolato del mare si occupa.
Diverse sono le peculiarità che caratterizzano una località di mare e diverse sono le esigenze e necessità della gente che vi abita, a seconda dell’attività prevalente -portualità, pesca, cantieristica, turismo- diverse sono le problematiche da affrontare, rimane uguale la necessità che sia riconosciuta la persona umana nella sua completezza per trovare risposte alle esigenze sia materiali che spirituali, garantendo a chi rimane per lungo tempo lontano da casa o a chi vede i propri cari partire per imbarcarsi quel sostegno e conforto che può dare la fede religiosa.
Nella grande famiglia della gente di mare una particolare attenzione va a coloro che per lavoro si spostano da un porto all’altro, i marittimi imbarcati sulle navi da trasporto, sia di merci che passeggeri, persone che fanno una vita sacrificata in condizioni di lavoro difficili rese ancor più pesanti dalla situazione di emergenza che ancora persiste, che ha portato e sta portando molti lavoratori a rimanere lontano da casa per lunghi mesi anche oltre quanto previsto dai contratti di lavoro, senza spesso poter scendere a terra nei porti di attracco, al contempo tanti sono anche coloro che sono impossibilitati a raggiungere i luoghi d’imbarco e quindi sono a casa senza contratto e senza sostegno economico.
Il secondo momento consisterà in una mostra sulla vita del Venerabile Egidio Bullesi, in data ancora da definire: la mostra è stata curata da mons. Jelenic, parroco a Dignano d’Istria.
Per l’esposizione vengono utilizzate foto originali e che permettono di ripercorrere non solo la storia personale di Egidio ma anche il percorso dopo la sua morte, dalla sepoltura a Pola al suo trasferimento sull’Isola mariana di Barbana nella laguna di Grado per volontà dell’allora vescovo di Trieste mons. Santin fino all’avvio della causa per il riconoscimento delle virtù eroiche.

© Voce Isontina 2019 - Riproduzione riservata
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