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"L'8xmille, per voi è una cifra… per noi è una vita"

I progetti realizzati in terra armena dalla CEI

Parole chiave: Armenia (4), 8xmille (7)
"L'8xmille, per voi è una cifra… per noi è una vita"

L'Armenia conta una popolazione molto giovane ma, allo stesso tempo, all’interno dei confini nazionali vive solamente il 30% del totale dei suoi cittadini; il restante 70% vive all’estero, molti già da diverso tempo essendo figli di emigrati, altri da dopo il terremoto del 1988 e il successivo conflitto, altri ancora da tempi più recenti, avendo lasciato il Paese in cerca di un’occupazione più stabile e possibilmente più redditizia.
Ciò comporta, volente o nolente, che molta della popolazione anziana residente sia rimasta da sola, non avendo nessuno a "vegliare" sulla loro vecchiaia.
Tuttavia, una delle cose invidiabili dell’Armenia, è il senso di solidarietà e di vicinanza che si respira ovunque. Qui esiste ancora un forte senso del vicinato: ci si aiuta e ci si accudisce vicendevolmente e,dove questo non basta, anche lì opera la Caritas.
Tra i suoi vari progetti, che sostengono ogni fascia della popolazione (sono attive le "buste della spesa" in quel di Artashat, a 30 km da Yerevan, e, nella stessa cittadina, anche un attivo doposcuola per bambini e ragazzi dai 10 ai 17 anni, tutti provenienti da famiglie con storie difficili alle spalle), molto si fa proprio per gli anziani, tanto per far loro sentire meno la solitudine, quanto per controllare che siano nutriti e abbiano un’assistenza sanitaria consona.
Sono ben 60 gli anziani seguiti con il progetto di Assistenza Domiciliare, sostenuto anche dai fondi 8xmille della CEI: i volontari - una decina - li assistono quotidianamente, recandosi da loro di persona e aiutandoli nella cura della propria igiene, della salute, portando loro le medicine di cui possono aver bisogno e accompagnandoli in piccole faccende domestiche.
Ciò che più conta però è far sentire loro che stanno a cuore a qualcuno, che sono seguiti e ascoltati, che la loro anzianità non è fatta di solitudine. "Il Governo, attraverso i servizi socio - assistenziali, certamente aiuta ma non è sufficiente - ha spiegato l’arcivescovo Raphaël François Minassian -; sostanzialmente il 60% dell’operato è svolto da Caritas Armenia -.
Nel viaggio ci siamo spostati poi a nord del Paese, a Gyumri, città che nel 1988 fu devastata dal terremoto. Una delle principali forze industriali armene, vide in poco tempo crollare la sua economia, chiudere le fabbriche e, di pari passo, la popolazione costretta a vivere in container e baracche. Negli anni a seguire la ricostruzione è stata lenta e difficile, vennero promesse case per tutti entro 5 anni dall’allora governo russo ma ancora oggi sono molte le famiglie - soprattutto composte da anziani - che vivono in questi edifici precari.
Per dare loro un po’ di sollievo e aiuto, attraverso l’8xmille è stato attivato il progetto "Caldo Inverno": "qui gli inverni sono davvero rigidi, si arriva anche a meno 30 - ha spiegato Flora Sargsyan - responsabile Caritas Armenia dei progetti per la cura e l’integrazione degli anziani -; attraverso questo programma, oltre a dare loro assistenza per quanto riguarda la salute e l’alimentazione, forniamo loro anche legna e bracieri per scaldare le stanze nel corso dei mesi più freddi. Considerate che le pareti sono realizzate per lo più con lamiere e compensato e in inverno non è infrequente vedere il ghiaccio al loro interno".
Tra i tanti anziani seguiti, abbiamo incontrato Nina e suo marito, lui ormai cieco, lei vede solo da un occhio; vivono nella loro baracca dal 1988 e all’Armenia hanno lasciato un figlio, morto in guerra. Pochi metri dopo, la casa di Ophelia, un’anziana umile ma piena di forza, che non si è mai arresa alle difficoltà che la vita le ha messo davanti. "Il giorno del terremoto - ha raccontato - ero convinta fosse scoppiata la guerra e invece di scappare sono rientrata in casa! Credo di essermi salvata per miracolo".
A conclusione di questo viaggio, c’è una frase di monsignor Minassian che mi ha fortemente colpita e credo riassuma tutto ciò che i miei occhi hanno visto: "l’8xmille, per voi è una cifra… per noi è una vita".

© Voce Isontina 2019 - Riproduzione riservata
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