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"In nome de Dio, avanti!"

"Una settimana importante nella quale Fede e tradizione si mescolano per ricordarci chi siamo e per chiederci  di attualizzare, oggi, la nostra Fede perché "senza memoria non c’è futuro",  specialmente nella dimensione religiosa"

Parole chiave: Perdon (21), Santuario di Barbana (54)
"In nome de Dio, avanti!"

Con la traslazione (dalla nicchia, posta nella navata laterale della Basilica di Sant’Eufemia, al presbiterio) dell’immagine della Madonna degli Angeli è iniziata la "Settimana della Madonna di Barbana" che culminerà nella celebrazione di questa prima domenica di luglio.
È una settimana importante nella quale Fede e tradizione si mescolano per ricordarci chi siamo e per chiederci  di attualizzare, oggi, la nostra Fede perché "senza memoria non c’è futuro",  specialmente nella dimensione religiosa.
La Processione Votiva di Barbana trae origine dal ringraziamento alla Vergine Maria per la fine di un’epidemia di peste avvenuta nel 1237 (o 1232, la data è incerta).
In quell’anno gli abitanti di Grado costernati dalla grave mortalità, capeggiati dai loro notabili, decisero di far voto alla Madonna di Barbana, promettendo di recarsi ogni anno, almeno una persona per famiglia, a ringraziare la Madonna per l’avvenuta liberazione dal contagio.
Da allora, ininterrottamente ogni anno, dapprima il 2 luglio festa della Visitazione, poi traslata, ab immemorabili, alla prima domenica di luglio, si svolge la suggestiva processione che, attraverso la laguna, giunge sino al Santuario di Barbana.
Quel giorno la statua della Madonna degli Angeli, custodita nella Basilica di S. Eufemia, viene portata come una Regina, con tutti gli onori, all’Isola di Barbana, come ringraziamento per la fine di quella terribile epidemia.
Cosa significa tutto ciò?
Innanzitutto c’è la dimensione popolare della Fede che deve essere riscoperta, valorizzata ed attualizzata! Già nella "Evangelii nuntiandi" Paolo VI invitava ad un nuovo slancio della devozione popolare "difendendola"  dalla freddezza di alcuni e ribadendo che la pietà popolare manifesta "una sete di Dio che solo i semplici ed i poveri possono conoscere".
Sia chiaro: la Fede non deve essere ridotta ad emozioni ma queste, perché educate, possono diventare vie privilegiate di evangelizzazione.
Anche Papa Benedetto XVI più volte ha ribadito che la pietà popolare non può essere considerata un aspetto secondario della vita cristiana, perché nella preghiera semplice del popolo si crea "uno spazio d’incontro con Gesù Cristo ed un modo di esprimere la Fede della Chiesa".
Un secondo aspetto, che emerge, è la molteplicità delle persone ed Associazioni che si coinvolgono nella Processione votiva di Barbana… è bello esserci, è doveroso portare il proprio contributo ed è importante creare Comunità!
Un terzo aspetto, sul quale investire energia, fantasia e passione, è spiegare, specialmente alle giovani generazioni, la bellezza della Fede in Cristo e l’importanza di Maria come stella del cammino interiore: non di rado l’intera celebrazione del "Perdòn" suscita emozioni e domande che come Chiesa dobbiamo far emergere e valorizzare.
Quando l’immagine della Madonna passa lungo le strade non sono poche le persone che si inginocchiano, si segnano ed innalzano a Lei la propria preghiera, come le attese che più appesantiscono il loro cuore: c’è un senso del sacro e religioso in ogni persona umana!
A distanza di secoli c’è, quindi, l’invito ad alzare lo sguardo a Dio, soprattutto nei momenti di sconforto e dubbio: il canto del "Te Deum", intonato al termine della Processione e davanti a Cristo Eucarestia esposto, ne è un chiaro riferimento!
Nella giornata in cui come Comunità gradese si scioglie il voto, soprattutto ci viene ricordato che possiamo arrivare al Signore attraverso Maria che dalla croce ci fu donata come Madre: in lei vediamo le meraviglie di Dio e riscopriamo che Dio, per ognuno di noi, ha un disegno ben chiaro per condurci alla piena realizzazione della nostra vita!
E quindi… "In nome de Dio, avanti!".

© Voce Isontina 2022 - Riproduzione riservata
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