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Il saluto e l'augurio di "Buona strada" a don Guy Roger

Il saluto affettuoso della comunità  al sacerdote che si appresta a ritornare in Costa d’Avorio  al termine degli studi in Italia e dopo tre anni di collaborazione nella parrocchia della Bassa Friulana

Parole chiave: Guy Roger (2), Costa d'Avorio (21)
Il saluto e l'augurio di "Buona strada" a don Guy Roger

Dopo quasi tre anni di collaborazione pastorale con la parrocchia di Cervignano e di studi a Padova presso l’Istituto di Liturgia Pastorale, don Guy Roger Tano, giovane sacerdote della diocesi di Yamoussoukrò in Costa d’Avorio, torna in patria per svolgere il servizio ministeriale fra la sua gente.
Arrivato in Italia nell’estate del 2015, ha seguito per circa due mesi un corso di lingua italiana vicino ad Urbino per poi iscriversi a Padova e iniziare il servizio pastorale a Cervignano nel settembre dello stesso anno, dedicandosi con entusiasmo soprattutto ai giovani.
Il 14 maggio 2018, con moderatore il prof.  Giorgio Bonaccorso, monaco benedettino, ha discusso brillantemente la sua tesi dal titolo: "Le geste dans la culture Agni-Baoule et la liturgie chretienne".
Domenica scorsa, durante la celebrazione eucaristica delle 9.30 in duomo, don Guy ha salutato la comunità di Cervignano, dimostrando, nella sua omelia che è stata un inno di ringraziamento, non solo di aver imparato benissimo l’italiano ma soprattutto di essere quel ponte fra la sua cultura di provenienza e la liturgia cristiana, che ha costituito l’argomento della sua tesi. Diceva p. Vincent Guerry, "Per noi occidentali di fronte a una cosa, a un avvenimento, si tratta prima di tutto di vederci chiaro… separarsi dall’oggetto, porsi a una certa distanza.  Per un africano avviene esattamente il contrario. Quando un Baulé si trova di fronte a un oggetto o ad un avvenimento, non cerca di vederci chiaro, ma di gustare". Una cultura imperniata più sul sentire la gioia del momento presente e l’unione con il tutto che sull’analizzare, scomporre, misurare. Così don Guy ci ha trasmesso, tramite parole, gesti, sorrisi, la gioia e la gratitudine per il periodo trascorso a Cervignano, ringraziando per nome molte persone che ha incontrato: il parroco, che è stato per lui un padre, il "fratello" don Moris, don Nino Comar, disponibile a preparare una pastasciutta, don Franco Gismano, che l’ha accolto al suo arrivo all’Ufficio missionario, don Mirko, che gli ha offerto il primo gelato, la maestra Livia, con cui ha proseguito lo studio dell’italiano, i molti collaboratori laici e le tre suore che prestano servizio in parrocchia, e tutta la comunità di Cervignano. Un grande applauso ha espresso la reciproca gratitudine dei molti partecipanti alla liturgia, tradotta nella preghiera a nome della comunità e nelle parole di don Dario, con l’augurio per i prossimi impegni in patria e l’auspicio di un possibile anche se temporaneo ritorno fra noi. Segno tangibile di riconoscenza sono stati dei doni consegnatigli da parte delle comunità di Cervignano, Muscoli, Strassoldo e Scodovacca. Poi, in sala don Silvano, la celebrazione è continuata nella convivialità del rinfresco preparato per l’occasione e nello scambio personale di saluti, ringraziamenti, ricordi, auguri.
Grazie, don Guy, e buona strada! La tua presenza fra noi ha testimoniato ciò che scriveva Paolo Rumiz: "Mi ha emozionato scoprire questo cristianesimo longitudinale, da Nord a Sud. Ritrovi una realtà che ha avuto, e ha, una forza spaventosa fin da secoli fa. È molto più forte del cristianesimo latitudinale, delle aree temperate. Là, nell’Africa nera, la croce mantiene tutta la sua forza simbolica, come albero della vita".

© Voce Isontina 2019 - Riproduzione riservata
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