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Il gioco d’azzardo, una causa di impoverimento

Un’indagine sul fenomeno in Friuli Venezia Giulia che ha raccolto ben 1.482 milioni di Euro tra il 2011 e 2012

Parole chiave: gioco d'azzardo (2), slot machines (1), sale VLT (1)

La Caritas diocesana di Udine, a nome di tutte le quattro Caritas diocesane del Friuli Venezia Giulia, assieme alla Federazione Regionale delle Banche di Credito Cooperativo del Friuli Venezia Giulia con la consulenza dell’IRES FVG impresa sociale sta svolgendo un’ampia indagine sul fenomeno del gioco di azzardo: una delle cause di impoverimento economico, morale e relazionale di tante persone. Nel mese di novembre ha illustrato due report su due aspetti del fenomeno: il primo, che sarà presentato nel prossimo numero di Voce Isontina, parlerà della propensione dei teenager ad accedere a giochi a cui si vince e perde denaro e la seconda è un’osservazione dei punti gioco sparsi sul territorio.
Dall’analisi dei dati quantitativi forniti da AAMS FVG rispetto alle tipologie di gioco d’azzardo presenti in regione, si evince che la raccolta effettiva tra novembre 2011 e ottobre 2012 in FVG è stata di complessivi 1.482 milioni di Euro, dei quali il 64% sono stati spesi in macchinette. A ottobre 2013 le macchinette presenti in regione risultavano essere 8.965 (escluse le VLT), dislocate in 2.665 locali diversi (sale dedicate, bar, tabacchini ecc.). I Comuni slot free in FVG erano solo 16 su 218 (pari al 7,3%). La ricerca è stata realizzata attraverso l’osservazione di alcuni luoghi di gioco che contengono slot machines (sale dedicate e bar) nel territorio della provincia di Udine. Si deciso di svolgere la ricerca nei bar con un numero di macchinette uguale o superiore a 6, con l’obiettivo di svolgere l’osservazione in luoghi dove comunque la presenza del gioco d’azzardo è forte. Primi elementi di analisi:
- nella maggior parte dei casi le macchinette vengono accorpate in una zona dedicata, più o meno separata dal resto del locale (stanze dedicate, muro di separazione, estremità del locale);
- molti dei bar offrono altre possibilità di gioco d’azzardo (ricevitorie, gratta e vinci ecc.); questi bar risultano ubicati in zone residenziali, molto spesso vicino ad altri esercizi (poste, edicola, supermercato, farmacia ecc.);
- i bar ubicati nelle zone più periferiche davano l’impressione di essere frequentati da clienti abituali. I clienti intercettati erano maschi.
Le interviste ai baristi e gestori hanno rilevato:
- la gran parte dei giocatori sono clienti abituali, che provengono dai quartieri vicini (nel caso della città);
- la maggior parte dei giocatori sono uomini dai 30 ai 50 anni, con una concentrazione tra i 40 ed i 50 anni (riferita da diversi baristi);
- il caso più comune è quello del giocatore che usufruisce anche del bar: fa delle pause, prende una consumazione, chiacchiera con il barista o con gli altri avventori, poi se ne va o riprende a giocare;
- il caso del giocatore che entra solo e soltanto per giocare d’azzardo esiste ma non è così frequente;
- i baristi/gestori risultano consapevoli dei rischi connessi al gioco di azzardo e riportano episodi di persone che hanno giocato anche per 10 ore di fila, così come rilevano che alcuni giocatori giocano diversi giorni alla settimana anche per più ore consecutive.

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