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I primi cinquant’anni dell’ACR

Anche una rappresentanza della nostra diocesi fra i partecipanti giunti da tutta Italia all’evento organizzato a Sacrofano. Delineate alcune linee guida per il documento del Sinodo dei ragazzi

Parole chiave: cinquantennio (1), ACR (4)
I primi cinquant’anni dell’ACR

"Light-up ragazzi in sinodo" è questo lo slogan ufficiale con il quale, dal 31 ottobre al 2 novembre 2019, una rappresentanza di bambini e ragazzi provenienti da tutta Italia ha illuminato di bellezza la città di Roma e ha aiutato a riflettere sul grande dono che l’ACR ha fatto ai bambini, ai ragazzi e alla Chiesa.
All’arrivo siamo stati accolti dai volontari nella struttura "Fraterna Domus" di Sacrofano (Roma) e, dopo un pomeriggio di giochi a stand tenuti da varie associazioni che vivono realtà vicine ai ragazzi (es: Noi, Agesci, CSI), ci siamo riuniti insieme ad altri mille ragazzi nell’auditorium San Francesco.
La lettura dell’Esodo (c.3) avvenuta in quell’occasione ha fatto riflettere tutti gli educatori sulla cura educativa che offrono verso i più piccoli. Essi si sono resi conto che l’ACR è divenuta, in questi anni, fuoco inestinguibile capace di alimentare, con i ragazzi e con le loro storie, la vita della Chiesa, proprio come voleva Vittorio Bachelet.
È nella giornata di venerdì 1 novembre, giorno di tutti i Santi, che è stato vissuto il momento più significativo: fu infatti proprio nel 1969, 50 anni fa, che l’ACR nacque. Tutti insieme ci siamo diretti a San Pietro per celebrare la messa presso l’altare della cattedra con l’Assistente generale di Azione Cattolica e vescovo di Foligno, Mons. Gualtiero Sigismondi.
Dopo la lettura del Vangelo delle beatitudini, quest’ultimo si è soffermato su esse come delle promesse di vita che vengono coniugate al futuro presente. Egli ha sottolineato l’importanza dei Santi come persone semplici cioè libere, affabili, cioè amabili perché vicine al Signore e al suo popolo, nobili per grazia, trasparenti cioè limpidi nelle intenzioni e nelle opere e intrepidi cioè abili perché tessitori di comunione. Anche i ragazzi dell’ACR e l’ACR in sé, nel 50esimo della sua storia, sono un roveto ardente di iniziative che aiutano i ragazzi a seguire la rotta del Vangelo.
Alle 12 di venerdì 1 novembre abbiamo vissuto anche il momento dell’Angelus con Papa Francesco, il quale, con molta semplicità, ha ricordato che tutti, nella propria vita quotidiana, sono chiamati alla santità. "I santi e le sante di ogni tempo, che oggi celebriamo tutti insieme - ha spiegato il Pontefice -, non sono semplicemente dei simboli, degli esseri umani lontani, irraggiungibili. Al contrario, sono persone che hanno vissuto con i piedi per terra; hanno sperimentato la fatica quotidiana dell’esistenza con i suoi successi e i suoi fallimenti, trovando nel Signore la forza di rialzarsi sempre e proseguire il cammino". La santità è un vero e proprio traguardo che non è possibile conseguire solo con le proprie forze. È dunque essenziale maturare la consapevolezza che siamo in Cristo e, con Lui, abbiamo la possibilità di vivere amore, carità, speranza e santità.
Dopo il pranzo, nell’auditorium conciliazione, abbiamo vissuto un pomeriggio di festa insieme a degli ospiti speciali tra cui Lorenzo Baglioni, Martina Affili, Davide Mazzanti e Giovanna Benevento, prima responsabile nazionale ACR.
Nella giornata di sabato 2 novembre, dopo una mattinata di attività in cui si sono delineate alcune linee guida per il documento del sinodo dei ragazzi, tutti insieme, ragazzi ed educatori, hanno ascoltato con orecchie attente e cuore aperto le preziose parole di Luca Marcelli, responsabile nazionale ACR: "finiscono questi giorni di festa ma non si spengono le luci! Le luci rimangono accese nel vostri cuori e da lì nessuno potrà spegnerle se saprete ogni volta tornare all’incontro con il Signore che è l’unico in grado di accenderle davvero. Non si spegneranno le luci delle vostre associazioni parrocchiali e diocesane se saprete volere loro bene! Se saprete dire come avete fatto in questi giorni, ti voglio bene ACR e mi impegno a renderti più bella! Non si spegneranno le luci se saprete prendervi cura delle vostre città, se vi metterete davvero dalla parte del buono, del bello e del vero. Se sapremo preferire una parola gentile a una urlata; se sapremo preferire i ponti ai muri; se il nostro essere amici di Gesù ci porterà ad essere amici di quelli che nessuno considera, di quelli che tutti escludono, di quelli che tutti prendono in giro; se ci porterà davvero ad essere amici di tutti!".

© Voce Isontina 2019 - Riproduzione riservata
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