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La celebrazione della Giornata diocesana del malato

Parole chiave: Giornata del Malato (8)
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Alle 15 in punto di lunedì 11 febbraio, la celebrazione diocesana per la Giornata mondiale del malato ha avuto inizio con la recita del rosario in continuità con l’invito che la Vergine rivolse a Bernardette  l’11 febbraio del lontano 1858.
Le voci dei presenti, che già gremivano la parrocchiale dei Ss. Giovanni di Dio e Giusto in Gorizia, si sono unite nella risposta e nel canto a coloro che, a turno, hanno animato la preghiera.  
Ad ogni mistero, un breve commento, ha accentuato i "buoni frutti" da realizzare nella vita  di ogni giorno.
L’ospitalità della comunità parrocchiale  e dell’attiguo istituto "Villa san Giusto" ha fatto entrare, subito, malati e sani della città e provenienti dall’isontino e dalla bassa friulana in un clima di famiglia.
Una famiglia in preghiera in cui nessuno era estraneo o dimenticato in cui ciascuno aveva tanti buoni motivi  per ringraziare il buon Dio  e per essere di conforto gli uni per gli altri.
Il coinvolgimento dell’assemblea è continuato durante la santa messa presieduta dal vicario generale mons. Armando Zorzin che, nell’omelia, attualizzando il Vangelo, ha ricordato come, nei limiti e nelle debolezze di ogni creatura siano forza e segno di speranza le parole di Gesù "gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date".
Nel portare il saluto dell’arcivescovo Carlo impegnato a Zelarino con le Caritas, ha ricordato con affetto il vescovo Dino chiedendo per Lui vicinanza e preghiera in questa fase sofferta della sua vita.
Dopo l’omelia, il sacramento dell’Unzione degli Infermi è stato ricevuto dalle persone preparate e già disposte nel presbiterio e nell’aula, vicine all’altare: l’assemblea le ha accompagnate con un silenzio attento e in meditazione.
Questa XXVII^ giornata  mondiale del malato, che la nostra diocesi ha vissuto in unione con la Chiesa universale, grazie ad una liturgia essenziale, intensa e partecipata ha fatto rivivere a tutti i presenti l’incontro con Gesù ed il mistero  grazie al quale Egli è cibo e vita.
Al termine della distribuzione dell’eucaristia, le parole della preghiera che i vescovi italiani preposti alla pastorale della salute hanno scritto per questa giornata, sono risuonate all’unisono quasi un’unica potente voce  di accorata fede, di solida speranza di indomabile spirito di servizio.
L’invito da parte del CVS  a partecipare, nel prossimo agosto, agli esercizi spirituali a Re e l’invito da parte dell’UNITALSI a partecipare al pellegrinaggio a Lourdes il prossimo giugno hanno preceduto i ringraziamenti di don Mirko Franetovich, direttore dell’ufficio diocesano della pastorale della salute.
Con senso di riconoscenza per la preparazione  della giornata e per la presenza sono stati ringraziati proprio tutti: le  persone della parrocchia ospitante, il coro del maestro D’Osvaldo e dell’ANDOS, l’organista, il personale medico ed infermieristico dell’Istituto "San Giusto", le religiose, lo SMOM, le Misericordie, il CVS, le sorelle ed i barellieri dell’UNITALSI.
Attraverso  Voce, a nome di tutti, un grande grazie va ai numerosi sacerdoti - oltre una decina - che hanno concelebrato ed ai diaconi che, insieme all’assemblea, hanno reso veramente solenne questa nostra santa messa. La benedizione, la melodia e le parole dell’Ave Maria di Lourdes hanno concluso  la celebrazione, ma non i saluti e gli incontri tra amici sani e ammalati sul sagrato e nei pressi della chiesa.

© Voce Isontina 2019 - Riproduzione riservata
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