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Gorizia - Bouakè: legame che il tempo non affievolisce

La missionaria laica Claudia Pontel fa il punto sul suo servizio in Costa d’Avorio

Parole chiave: missione (71), Bouaké (2), Costa d'Avorio (20), Claudia Pontel (3)
Gorizia - Bouakè: legame che il tempo non affievolisce

A volte penso a come la vita ti riserva delle vere sorprese e ti porti dove non avresti mai pensato.
In occasione del 50° anniversario della presenza missionaria della diocesi di Gorizia in Costa d’Avorio che ha dato inizio ad una proficua e duratura comunione e collaborazione fra le Chiese, il mio pensiero torna indietro nel tempo, a quando da bambina ogni anno puntualmente all’inizio della quaresima in chiesa si ritirava il famoso salvadanaio in cartone raffigurante i bambini africani con l’immancabile scritta "Gorizia-Bouakè".
Tutti noi bambini ed adulti eravamo invitati a rinunciare a qualcosa di nostro per condividere con i nostri fratelli africani. I frutti dei miei piccoli risparmi giungevano fin qui, dove ora mi trovo a vivere la mia esperienza missionaria e sono sicuramente serviti a contribuire in piccolissima parte, alla costruzione di alcune delle opere realizzate in tutti questi anni dalla nostra diocesi.
Ed è anche grazie ai tanti missionari che venivano invitati nel mio paese a testimoniare di ciò che vivevano in una terra cosi lontana e sconosciuta e che mi affascinavano con le storie di questa gente, se oggi ho il privilegio di trovarmi qui a continuare per quello che mi è possibile la mia testimonianza cristiana attraverso le attività svolte soprattutto a favore dei bambini in difficoltà in questa stessa città di Bouaké.
Non avrei mai immaginato che un giorno sarei arrivata fino qui a continuare questa opera missionaria negli stessi luoghi e vedere con i miei occhi le tante opere realizzate a favore di questa popolazione con lo scopo di annunciare il Regno dei Cieli.
Chiese, cappelle, scuole, ospedali, centri di formazione  a Bouaké, a Yamoussoukro, a Kossou e nei numerosissimi villaggi; quanta emozione quando il mio sguardo scorge appesa ad una parete di una di queste opere, una targa con impressi i nomi di persone o delle associazioni che hanno desiderato contribuire alla realizzazione di tale opera!
Sono numerosissime le comunità cristiane che sono sorte un po’ ovunque grazie all’ impegno, alle fatiche, alle preghiere di tanti nostri missionari e che sono aumentate durante tutti questi anni.
È bello quando le persone qui, soprattutto quelle più avanti negli anni, si ricordano dei nostri missionari che sono stati presenti in passato e che attraverso la loro presenza e testimonianza hanno lasciato dei segni tangibili nelle loro esistenze.

Il Centro Notre Dame des Sources
La mia attività principale a Bouaké si concretizza con il servizio al Centro Notre Dame des Sources, collaborando assieme a Denise nella gestione di una casa che accoglie bambini in difficoltà, 36 in totale, che non hanno avuto la fortuna di nascere in un contesto famigliare felice e per i quali la vita si presenta già difficile fin dall’inizio.
Bambini orfani, bambini con genitori con problemi di salute mentale impossibilitati a prendersi cura dei propri figli, bambini abbandonati in tenera età: il Centro accoglie tutti questi bambini ai quali cerca di offrire loro una vita la più serena possibile.
Questa realtà è sorta venti anni fa e fino ad ora ha accolto centinaia di bambini la maggior parte dei quali sono stati reinseriti nelle famiglie d’origine.
Da qualche anno, sono impegnata in progetti di sviluppo locale con un’equipe che ho costituito formata da tre persone competenti e professionali dalle spiccate capacità relazionali ed umane. Agiamo nelle diverse realtà con la collaborazione dei diretti interessati: gli abitanti stessi dei villaggi con i quali cerchiamo soluzioni concrete per lo sviluppo e l’autonomia delle comunità.
Sensibilizzazione
e formazione
Accanto a queste iniziative, mi piace ricordare i momenti di sensibilizzazione e formazione sui diversi temi, quali, la salute, l’educazione, l’ambiente... Quest’anno abbiamo dato inizio ad una serie di attività in due licei per sensibilizzare studenti e studentesse sul fenomeno delle gravidanze precoci in ambito scolastico cogliendo la sfida che il Ministero dell’Educazione ha lanciato per questo anno scolastico.
Abbiamo scelto per ora un liceo a Bouaké e l’altro in una cittadina più piccola e attraverso la proiezione di filmati seguiti da dibattiti, cerchiamo di fare passare il messaggio.
Questi momenti sono un’ottima occasione per ascoltare le dirette interessate, che ci mostrano i diversi aspetti e le diverse responsabilità che stanno alla base del problema. A volte infatti, ci raccontano che in famiglia non si affrontano certi argomenti perché considerati tabù, altre volte le ragazzine provenienti dai villaggi arrivano in città per studiare e sono accolte dai tutori i quali si approfittano di loro e anche gli insegnanti non sono estranei a certi fatti.
Questo stesso argomento ed altri ancora li presentiamo nei diversi villaggi.

Vicino alle persone con problemi di salute mentale
Un altro intervento è stato effettuato a favore delle persone affette da problemi di salute mentale.
A Tieplé, avevamo incontrato Marie France la portavoce di queste  persone che ci faceva notare la grande difficoltà dei malati e famiglie ad andare in città per rifornirsi di farmaci necessari per potersi curare. Dal villaggio alla città di Bouaké il tragitto con un mezzo pubblico ha un costo che non sempre le famiglie possono permettersi. Abbiamo quindi preso contatto con i responsabili del centro san Camillo di Bouaké per trovare una soluzione al problema.
Al villaggio esiste un dispensario il cui personale infermieristico non aveva però una preparazione specifica per poter seguire questo tipo di pazienti: il direttivo del Centro ha proposto la formazione del personale, cosa che è stata fatta in pochissimo tempo. Così da alcuni mesi i pazienti di Tieplé possono fornirsi dei farmaci senza la preoccupazione di trovare i soldi per gli spostamenti e limitandosi a pagare i medicinali.

Il catechismo a Nimbo
La parrocchia San Pierre di Nimbo - quartiere nel quale vivo - avviata dai missionari goriziani, è molto attiva e questo grazie alla disponibilità di tanti laici.
L’esperienza di animazione in un gruppo di catechismo di bambini è un’occasione di crescita in quanto, svolgendo la catechesi accanto ad un catechista locale permette ad entrambi di arricchirci grazie alle diverse modalità di approccio con i piccoli.

Condividere ogni giorno con questi fratelli e sorelle fatiche e speranze, energie e delusioni per la costruzione del Regno dei Cieli su questa terra, non è sempre facile anche dopo anni di vita missionaria, ma l’entusiasmo e la passione di operare assieme non viene mai a mancare, soprattutto perché sono loro stessi che ci aiutano a vedere e vivere le situazioni quotidiane con uno sguardo e con uno spirito di grande fiducia e speranza, sono loro che ci insegnano ogni giorno ad amare la vita e a dare valore alle piccole cose, a gioire ed essere sempre grati nonostante le difficoltà reali con le quali ogni giorno devono confrontarsi, sono loro che mi arricchiscono e mi aiutano a crescere umanamente, professionalmente e cristianamente.
Grazie dunque alla diocesi che 50 anni fa con grande coraggio e fede intraprese questa straordinaria avventura di portare l’annuncio attraverso la presenza missionaria.
Oggi possiamo toccare con mano i numerosi frutti apportati grazie alla collaborazione e comunione fra la Chiesa di Gorizia e le Chiesa ivoriana.

© Voce Isontina 2019 - Riproduzione riservata
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