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Firmo per l’8x1000 perchè...

Intervista ad Angela Ceccotti, responsabile diocesana delle Zelatrici

Parole chiave: Angela Ceccotti (1), 8xmille (11)
Firmo per l’8x1000 perchè...

Un un periodo che sta mettendo sempre più alla prova la vita di tante persone e famiglie, avere la possibilità di aiutare le fragilità e chi di queste si prende cura è un gesto di grande responsabilità. Scegliendo di donare il proprio 8xmille alla Chiesa cattolica si può essere, pur nel proprio piccolo, protagonisti di grandi progetti, tendendo una mano a chi ne ha più bisogno.
Abbiamo ascoltato Angela Ceccotti, da anni attiva in diocesi e responsabile delle Zelatrici, che per noi ha portato la sua testimonianza.

Angela, il tuo servizio alla Chiesa in questi anni - in parrocchia, in diocesi, come responsabile delle Zelatrici… - ti ha senz’altro fatta entrare in contatto con le iniziative realizzate anche grazie ai contributi dell’8xmille. Molto spesso ci si chiede perché firmare proprio per l’8xmille; sulla base della tua esperienza, cosa risponderesti a questi interrogativi e quali le tue motivazioni?
Firmare per l’8xmille alla Chiesa cattolica è un’opportunità da non perdere per il bene di tutti, a cominciare dai più fragili. Grazie al contributo di tante persone che decidono di firmare, si possono realizzare grandi progetti, individualmente impossibili.
L’8xmille non è un’imposta in più sui redditi, ma pretende da ciascuno un po’ di attenzione nel momento in cui compila la dichiarazione dei redditi, il 730, o riceve il CU cioè la certificazione unica. È in quel momento che posso far valere il mio senso di responsabilità, porre la mia attenzione sulle tante realtà sostenute dall’8xmille, apponendo la mia firma nell’apposita casella del mio modello.
Posso decidere se partecipare o meno ai grandi progetti che solo una raccolta fondi concreta e capillare può avviare e portare a termine. Progetti che si contraddistinguono per la forte rilevanza sociale, il sostegno attivo all’occupazione, la tutela del patrimonio storico-culturale e artistico, la promozione dello sviluppo nei Paesi più poveri, gli interventi caritativi e il sostentamento dei sacerdoti.
Il sito Cei 8xmille Chiesa cattolica pubblica ventisei progetti, nella sola provincia di Gorizia, realizzati negli ultimi quindici anni. Tra questi, per la Chiesa Cattedrale dei Santi Ilario e Taziano: il rifacimento dell’impianto di riscaldamento ed elettrico, il consolidamento e restauro degli interni e della copertura (2015-2016) e già nel 2007 il restauro dell’organo Zanin (1929).
Il Fondo Scrosoppi in diocesi può aiutare persone, famiglie e imprese in difficoltà economica, a causa della pandemia, e che si trovano all’interno del territorio diocesano, grazie e soprattutto ai fondi Cei dell’8xmille.
È sciocco non firmare perché si lascia agli altri cittadini la facoltà di decidere per noi, perché i fondi vengono ripartiti per intero, in proporzione alle preferenze di chi ha firmato.
Per me è bello vedere realizzati i sogni di tante persone, desiderare un mondo più umano. Ho stima e fiducia della Chiesa.

Quali sono per te i filoni più importanti cui destinare i fondi 8xmille?
Personalmente ritengo che l’accoglienza sta alla base di tutto e va rivolta, come fanno già molto bene i centri Caritas, verso i poveri di ogni provenienza, ed è brutto distinguerli in migranti, rifugiati, indigenti nostri… Ciò che pesa sulle nostre coscienze è la povertà che toglie la dignità alla persona, al nucleo familiare.
C’è poi da pensare all’avviamento al lavoro, sostenendo nuovi progetti lavorativi, ma anche curando la formazione dei lavoratori.
Guardando alle famiglie e ai suoi componenti, accompagnare quelle situazioni in cui ci sono disabili e anziani, oltre a bambini in situazioni di disagio.

L’8xmille assicura un sostegno a tutti i nostri sacerdoti. Con il tuo impegno con le Zelatrici vedi tanti giovani seminaristi che si apprestano a diventare sacerdoti e li vedi poi nel loro cammino una volta sacerdoti. Quali secondo te le maggiori difficoltà che oggi un sacerdote incontra?
Innanzitutto mi rassicura il fatto che, nel nostro Seminario Interdiocesano di Castellerio, si cura molto e bene la formazione dei futuri, potenziali sacerdoti. Dagli incontri delle zelatrici con i rettori e padri spirituali, che negli anni si sono succeduti, abbiamo appreso la cura, il rigore e la preoccupazione di trasmettere loro la conoscenza necessaria per sapersi muovere nella vita al di fuori del Seminario. Certo, la figura del sacerdote è molto cambiata negli anni e la parte burocratica che investe le parrocchie, spesso cozza con l’esigenza dei parroci di vivere appieno la propria spiritualità all’interno di una comunità. Credo che le difficoltà non manchino, a partire dal grande impegno di portare i giovani a Dio, qualunque vocazione percorrano nella vita. Spesso la giornata è troppo corta per le ore che vorrebbero dedicare agli altri: alle famiglie in difficoltà, agli anziani, ammalati, poveri… Qualcuno soffre di non poter dedicare ogni giorno più tempo alla preghiera personale, a causa degli innumerevoli impegni.
Il sacerdote però non è mai solo: ha confratelli con i quali condividere le sue perplessità, un vescovo con il quale confidarsi, laici ai quali chiedere aiuto nelle faccende pratiche.
L’importante è un dialogo costruttivo con tutti, a partire da quello con il Signore ed avere la carità nel cuore.
Anche nella difficile situazione che stiamo vivendo, provocata dal Covid, i nostri preti diocesani si spendono per tenere unite le comunità, per fronteggiare le varie emergenze con dedizione e spirito di sacrificio.
Aderire all’8xmille credo sia un modo incisivo e discreto per stare vicino ai nostri sacerdoti, e permettere che svolgano con maggior serenità la loro missione. È un gesto che fa bene anche a noi, perché ci fa ricordare quanto la figura del sacerdote sia importante per ognuno di noi, per le nostre famiglie, accompagnate dal sacramento del matrimonio alla vecchiaia, dalla nascita dei figli alla ricerca della loro vocazione…

In questo tempo di pandemia, che tanto condiziona le nostre vite e costringe a stare - almeno fisicamente - lontani, come riesce ad esprimersi il vostro servizio in diocesi come Zelatrici?
Sempre e soprattutto con la preghiera: l’Adorazione eucaristica nelle singole parrocchie è da preferibile, in questo momento, a quella diocesana, per le limitazioni dettate dal Covid. La preghiera del S. Rosario, in particolare nel primo giovedì del mese, giornata dedicata alla preghiera per le vocazioni, è ormai generalizzata. C’è chi periodicamente offre la S. Messa per le vocazioni sacerdotali e religiose. Oltre evidentemente alla preghiera personale quotidiana.
Per Natale, tramite questo settimanale, faremo pervenire, in tutte le parrocchie, una decina di biglietti augurali che il nostro Arcivescovo, ogni anno, scrive alle zelatrici e amici del seminario e che evidentemente sono destinati a tutte le persone di buona volontà, alle quali stanno particolarmente a cuore le vocazioni, in special modo quelle sacerdotali e religiose. Sul retro del biglietto c’è la bella preghiera dell’Arcivescovo per delle comunità cristiane "generative". Tante persone attendono anche quest’anno il pensiero dell’Arcivescovo, come un piccolo dono.
Ultimamente, con il nostro assistente don Giulio Boldrin, abbiamo pensato di realizzare un piccolo libretto di preghiere per ogni vocazione: undici in tutto, delle quali tre scritte dai nostri seminaristi. Al libretto è allegato un dépliant con i volti dei cinque seminaristi attualmente in formazione. Anche del libretto invieremo, prima di Natale, alcune copie in tutte le parrocchie, quale agevole sussidio per la preghiera di tutti per le vocazioni.
Il servizio delle zelatrici continua, quindi, incessantemente ed è attento anche alla raccolta concreta delle offerte, cogliendo ogni occasione: quest’anno il gruppo dell’Azione Cattolica del duomo di Gorizia ha deciso di raccogliere un’offerta per il seminario, in concomitanza con il versamento della quota associativa annuale.
La Chiesa è proprio una grande famiglia, dove si dialoga per crescere insieme alla luce della Parola di Dio, ed essere testimoni credibili in un mondo che cambia.

© Voce Isontina 2021 - Riproduzione riservata
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