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Festa dei popoli: incontro e conoscenza

"Si tratta di una festa dove non contano tanto i discorsi - che pure verranno fatti -, ma contano soprattutto i gesti"

Parole chiave: Festa dei Popoli (8)
Festa dei popoli: incontro e conoscenza

Cormons ospita questa settimana la "Festa dei Popoli".
Ma da dove nasce l’idea che ha portato a realizzare questa manifestazione?
Nasce dalla constatazione che a Cormòns convivono persone di etnie e nazionalità molto diverse tra loro, ma che non hanno molti spazi od occasioni per incontrarsi.
Ci sono persone che provengono da 54 nazioni diverse, che sono giunte a Cormòns per i motivi più disparati, che frequentano le scuole, i negozi, lavorano, in una parola "vivono" qui, per le quali l’integrazione non è semplice, ma comunque in qualche modo avviene.
La Festa dei Popoli vuole essere un’occasione di incontro e di conoscenza nel segno della pace.
Non occorre parlare la stessa lingua, praticare la stessa religione, avere lo stesso colore della pelle, la stessa cultura o gli stessi gusti culinari per vivere in pace, collaborando alla crescita della Comunità: è questa l’idea di fondo che ha guidato i promotori dell’iniziativa.
Si tratta di una festa dove non contano tanto i discorsi - che pure verranno fatti -, ma contano soprattutto i gesti: guide spirituali di diverse religioni che insieme annaffiano una pianta di melograno, simbolo di unità tra i popoli, vale più di tante parole che potrebbero essere spese sulla pace tra le religioni universali; piantare un’albero di olivo nei Giardini della Pace, incamminarsi per una fiaccolata con persone di lingue, culture e colore della pelle diversi, vale più del gridare slogan ormai stantii su pace e integrazione; condividere il cibo della propria "casa", consumando un pasto insieme, gomito a gomito, tra odori e sapori esotici, italiani e africani, sudamericani e abitanti dell’Europa dell’Est, vale più di conferenze sull’importanza dell’alimentazione e sul significato simbolico del mangiare insieme.
Proprio per l’importanza dei segni, il manifesto che presenta l’iniziativa riproduce un logo, che è stato scelto tra quelli disegnati dagli alunni e studenti delle scuole di Cormòns. Vi si riconoscono agevolmente monumenti civili e religiosi del mondo. I colori di fondo sono quelli dell’arcobaleno, ripresi nel loro ordine nelle cinque parole che sono pensate in progressione secondo l’esperienza: incontro, dialogo, accoglienza, condivisione, pace.
Si vuol suggerire che si parte dall’incontro per arrivare pian piano, attraverso la conoscenza reciproca fatta di dialoghi, accoglienza e condivisione delle esperienze, alla pace.
Il successo della Festa dei Popoli 2022 di Cormòns starà nel fornire l’occasione di un incontro per arrivare alla vera pace, cosa che sta già avvenendo in questo periodo di preparazione ai vari appuntamenti in programma.
Un grazie agli organizzatori e a tutti coloro che hanno accettato di essere presenti, in vario modo, a questa festa.

© Voce Isontina 2022 - Riproduzione riservata
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