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"Ella ha fatto un’azione buona verso di me"

L'esperienza della Tre giorni di ritiro spirituale per la Pastorale giovanile al santuario di Merna

Parole chiave: ritiro spirituale (3), pastorale giovanile (61)
"Ella ha fatto un’azione buona verso di me"

"Ed essendo Egli in Betania, [...], venne una donna che aveva un alabastro d’olio profumato di nardo puro, di gran valore; e rotto il vaso glielo versò sul capo. E alcuni, sdegnatisi, mormoravano fra loro per lo spreco […].Ma Gesù disse: "Lasciatela stare! Perché le date noia? Ella ha fatto un’azione buona verso di me. […] Ella ha fatto ciò che per lei si poteva; ha anticipato d’ungere il mio corpo per la sepoltura. E in verità io vi dico che per tutto il mondo, dovunque sarà predicato il vangelo, anche quello che costei ha fatto sarà raccontato, in memoria di lei"[Marco 14, 3-9].
Questo è stato il brano d’apertura del nostro percorso, del nostro ritiro spirituale a Merna; siamo stati così interpellati: "come noi accogliamo il Signore nelle nostre vite? Quanta energia e tempo (profumo prezioso) siamo disposti a sprecare per Lui?".
Durante quella che noi siamo ormai soliti a chiamare "La tre giorni di Merna" abbiamo potuto riflettere su questo argomento e ad ampliarlo a vari ambiti tramite letture, varie attività, lavori di gruppo, momenti ludici, periodi di riflessione e condivisione fra di noi.
In questo luogo sereno dove regna un’atmosfera di pace, in cui ognuno può ritagliare un momento di silenzio per sé, abbiamo riflettuto su come accogliamo Cristo: nel matrimonio, in famiglia, tra gli amici, in ambito lavorativo e nel volontariato e se "vale la pena sprecare il nostro tempo per Lui".
Temi di riflessione sono stati, tra i vari trattati, la preghiera e la liturgia, la vita consacrata e il matrimonio. Accogliere Gesù nella propria vita vuol dire invitare colui che trasforma la quotidianità in vino buono come il gesto compiuto durante le nozze di Cana [Giovanni 2, 1-11]: il primo segno di Gesù. C’è valore e senso se Gesù è invitato e accolto nelle nostre vite: è l’incontro con Dio, è primavera: fa germogliare la vita e fiorire il coraggio.
In particolare, domenica mattina, abbiamo avuto l’opportunità di ascoltare l’esperienza di alcune persone che sono state invitate per poterci raccontare alcuni episodi significativi della loro vita riguardanti l’accoglienza degli altri.
Tramite l’esperienza di questi ospiti, che ci hanno raccontato episodi in cui sono stati coinvolti in prima persona, abbiamo potuto capire come si può accogliere Gesù nella quotidianità in modo concreto attraverso l’aiuto prestato agli altri e come questo possa arricchire la nostra vita.
Alla conclusione di questi tre giorni ognuno di noi ha trovato delle risposte alle domande che si era posto alla partenza, ognuno con i propri sentimenti e il proprio percorso spirituale.
Riflettendo su le proprie vite, nonostante che in certi momenti  possiamo non sentirci invitati o accolti dagli altri, siamo consapevoli nel profondo del nostro cuore che siamo sempre invitati da Cristo, e da Lui accolti nel suo infinito Amore.

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