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"E li condusse in disparte, su un alto monte"

I seminaristi dell’Arcidiocesi in ritiro con l’arcivescovo Carlo

"E li condusse in disparte, su un alto monte"

Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni suo fratello e li condusse in disparte, su un alto monte" (Gv 17,1). La festa della Trasfigurazione del Signore ha avuto quest’anno un sapore e un’intensità del tutto particolare per i seminaristi dell’Arcidiocesi, che l’hanno vissuta celebrando l’Eucarestia nel cuore delle Dolomiti, al centro di una settimana di intensa vita comunitaria.
La situazione vissuta in quest’anno 2020 pareva smorzare e precludere progetti ed iniziative per l’estate, quando si è fatta strada perlomeno la possibilità di trascorrere alcuni giorni nell’armoniosa località di Colle Santa Lucia, nella diocesi di Belluno Feltre.
La casa canonica, messa a disposizione dalla locale parrocchia, ha saputo dimostrarsi un luogo confortevole per la settimana di ritiro e di condivisione, vissuta assieme a don Nicola e all’arcivescovo Carlo.
Si è trattato di riprendere un cammino "in presenza", dopo l’inedito e suggestivo percorso che nel lungo tempo del lockdown ha permesso ai seminaristi un momento settimanale "a distanza" di meditazione e di confronto sulla Parola di Dio, cercando di sentirsi sempre "in formazione" e "in cammino", vivendo e affrontando il momento presente nella sua verità e complessità.
Il tempo passato insieme ha rappresentato un fortunato esercizio di fraternità e di amicizia, condividendo con semplicità tutti i vari momenti del vivere insieme: dai momenti di preghiera personale e comunitaria con la celebrazione dell’Eucarestia, al tempo dedicato alla preparazione del pranzo e della cena, ad alcuni spazi di colloquio e anche di dialogo che nei tempi ristretti durante l’anno non è facile riservarsi.
Da Colle Santa Lucia non era difficile cogliere l’opportunità di effettuare alcune escursioni ad alta quota tra le Dolomiti Bellunesi: la prima ha visto come meta le Cinque Torri con partenza dal Passo Giau e l’arrivo al rifugio Nuvolau a 2.575 metri d’altitudine con veduta sul Civetta e sulla Marmolada; un’altra uscita ha avuto come meta il rifugio Città di Fiume ai piedi del monte Pelmo.
Particolarmente suggestiva si è dimostrata l’escursione al passo Pordoi, dove è stato possibile ammirare le Dolomiti a 360° ed incamminarsi sino alla vetta del Piz Boè raggiungendo addirittura i 3.152 metri, tappa significativa per più di qualcuno.
Non meno interessante si è dimostrata la sosta a Canale d’Agordo, paese natale di papa Giovanni Paolo I, dove è stato possibile visitare tutti i luoghi dedicati alla memoria del pontefice, ed in particolare alla casa ed al museo "Albino Luciani".
Nel cuore dell’estate e delle Dolomiti, i giorni passati insieme hanno contribuito certamente a contemplare panorami e orizzonti inediti, ma soprattutto ad approfondire la conoscenza reciproca e a crescere in umanità, cogliendo nella storia personale e nella varietà dei percorsi di vita, quei doni che il Signore ha sapientemente riversato in ognuno.

© Voce Isontina 2019 - Riproduzione riservata
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