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Don Graziano Marini, parroco "con" e "fra" la gente

I funerali saranno presieduti dall’arcivescovo mons. Carlo Roberto Maria Redaelli venerdì 1° luglio alle 10.30 nella basilica patriarcale di Aquileia

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Don Graziano Marini, parroco "con" e "fra" la gente

È spirato nella notte di lunedì 27 giugno 2022, nell’ospedale di Gorizia, dove era ricoverato da alcuni giorni, il sacerdote diocesano don Graziano Marini.
I funerali saranno presieduti dall’arcivescovo mons. Carlo Roberto Maria Redaelli venerdì 1° luglio alle 10.30 nella basilica patriarcale di Aquileia. Seguirà la sepoltura nel cimitero di Romans d’Isonzo.
Nato a Romans il 18 aprile 1928, era stato ordinato sacerdote 1952 nella chiesa dell’Immacolata del Seminario Minore a Gorizia dall’arcivescovo mons. Giacinto Ambrosi.
I primi anni del suo ministero lo avevano visto cooperatore a S. Valentino di Fiumicello (1952), a S. Ambrogio a Monfalcone (1956), a Grado (1957), ad Aiello del Friuli (1957), ai SS.Nicolò e Paolo a Monfalcone (1964) ed a Scodovacca (1965).
Nel gennaio del 1973 era giunta la nomina a parroco di Turriaco: nel paese della Bisiacaria don Graziano rimase per un quarto di secolo, sino al 1998, rivestendo anche le cariche di Decano del decanato di Ronchi (dal 1993 al 1998) e di Membro del Collegio dei Consultori (dal 1994 al 1999). Seppe farsi apprezzare per un percorso pastorale attento a tutte le generazioni: era un parroco fra la gente e con la gente. Il suo carattere aperto ed accogliente gli permetteva di instaurare immediatamente un dialogo con l’interlocutore dando vita a rapporti di amicizia protratti nel tempo.
Le sue proposte di itinerari di viaggi in tutto il mondo non erano solamente mera iniziativa turistica ma erano un modo davvero singolare di unire pastorale e cultura: l’incontro con culture, lingue, religioni diverse permetteva di cogliere la diversità non come ostacolo ma come ricchezza da conoscere (senza pregiudizi) e, quindi, da apprezzare ancora maggiormente.
Nel 1993 l’arcivescovo padre Antonio Vitale Bommarco lo volle come direttore alla guida della Fondazione “Società per la conservazione della basilica di Aquileia”, incarico mantenuto per un decennio sino al 2003 ed a cui si affiancò anche il ruolo di Coordinatore diocesano per il Giubileo del 2000.
Sotto la sua direzione sono state numerose le iniziative volte a valorizzare la basilica come centro spirituale, artistico e culturale. Fu lui (ad esempio) a seguire la posa in opera delle passerelle in vetro che permettono oggi al visitatore di ammirare nella sua interezza e bellezza il mosaico al centro del tempio ma anche a dare vita all’iniziativa editoriale del “Corpus Scriptorum Ecclesiae Aquileiensis”, ad organizzare le prime edizioni della Stagione estiva dei concerti con solisti e gruppi corali di fama internazionale ed a proporre serate di approfondimenti storico – teologico su quanto rappresentato dalla Chiesa aquileiese nella diffusione del Vangelo nell’Europa centrale. Un amore per Aquileia attestato anche dai volumi sulla basilica da lui curati in prima persona.
Una volta cessato l’incarico alla guida della So.Co.B.A. si era ritirato nella “sua” Romans, continuando ad assicurare ai sacerdoti che si sono susseguiti nella guida di quella parrocchia un fondamentale aiuto per la celebrazione delle messe e gli impegni pastorali.
Nell’ultimo periodo era stato accolto presso la Comunità sacerdotale di Gorizia dove è stato seguito sino al momento dell’ultimo ricovero.
La sua memoria resta in benedizione.

© Voce Isontina 2022 - Riproduzione riservata
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