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Disposizioni diocesane per la ripresa delle celebrazioni liturgiche

Le integrazioni al Protocollo sottoscritto dal Governo e dalla CEI

Parole chiave: disposizione (1), Covid 19 (29)
Disposizioni diocesane per la ripresa delle celebrazioni liturgiche

Per la graduale ripresa delle celebrazioni liturgiche con il popolo, a partire da lunedì 18 maggio, si ritiene utile presentare il testo integrale del Protocollo stipulato tra il Governo italiano e la Conferenza episcopale Italiana lo scorso 7 maggio 2020, integrandolo con norme e suggerimenti adatti alla nostra realtà diocesana (evidenziati nei riquadri), nati da un confronto con il Consiglio dei Vicari e i Decani. L’esperienza delle prossime settimane, oltre che l’eventuale modifica futura del protocollo e di altre disposizioni normative, potranno portare a cambiamenti e integrazioni. Si raccomanda ai Parroci e alle Comunità parrocchiali il rigoroso rispetto di quanto indicato. Queste disposizioni vanno lette alla luce delle riflessioni presentate nell’editoriale pubblicato su Voce Isontina del 16 maggio scorso intitolato  Riprendere con fiducia e prudenza.

1. Accesso ai luoghi di culto in occasione di celebrazioni liturgiche
1.1. L’accesso individuale ai luoghi di culto si deve svolgere in modo da evitare ogni assembramento sia nell’edificio sia nei luoghi annessi, come per esempio le sacrestie e il sagrato.
1.2. Nel rispetto della normativa sul distanziamento tra le persone, il legale rappresentante dell’ente individua la capienza massima dell’edificio di culto, tenendo conto della distanza minima di sicurezza, che deve essere pari ad almeno un metro laterale e frontale.
Non vanno utilizzati gli edifici di culto per i quali non sia possibile assicurare per le dimensioni il rispetto delle normative previste per il distanziamento o anche garantire le procedure di igienizzazione.
Con nota del 13 maggio il Ministero dell’Interno ha precisato che in ogni caso la capienza non deve superare le 200 persone.
In genere, tenuto conto della lunghezza ordinaria delle panche in uso nelle nostre chiese, conviene calcolare per ogni panca 2 persone (che si collocheranno ai due estremi).
Devono essere previsti solo posti a sedere (meglio se a scacchiera per evitare che una persona, inginocchiandosi, si trovi troppo vicino a chi gli è davanti). Occorre indicare con chiarezza, anche con appositi contrassegni (che però non rovinino le panche o le sedie), dove i fedeli devono collocarsi (possono essere eliminati o bloccati sedie e banchi).
La distanza di almeno un metro va sempre mantenuta anche se si tratta di persone conviventi: unica eccezione la presenza di bambini accompagnati dai genitori.  
Anche per le Messe quotidiane non si utilizzino le cappelle feriali, di solito troppo piccole; piuttosto si individui e si delimiti un’apposita area nella chiesa principale per evitare di igienizzare tutta la chiesa dopo ogni Messa feriale.  
1.3. L’accesso alla chiesa, in questa fase di transizione, resta contingentato e regolato da volontari e/o collaboratori che - indossando adeguati dispositivi di protezione individuale, guanti monouso e un evidente segno di riconoscimento - favoriscono l’accesso e l’uscita e vigilano sul numero massimo di presenze consentite. Laddove la partecipazione attesa dei fedeli superi significativamente il numero massimo di presenze consentite, si consideri l’ipotesi di incrementare il numero delle celebrazioni liturgiche.
I collaboratori vanno preparati e istruiti.
È bene che sia la parrocchia a dotarli di DPI. In caso di difficoltà con coloro che intendono accedere alla celebrazione, i collaboratori devono avvisare il parroco che potrà anche chiedere l’intervento della forza pubblica.
Anche per le Messe feriali con pochi e abitudinari fedeli è necessario che ci sia un collaboratore che vigili sul corretto ingresso, disposizione e deflusso dei fedeli.
Qualora fosse necessario e ci sia la possibilità dell’amplificazione, si possono sistemare ulteriori posti sul sagrato (se di proprietà della parrocchia) rispettando i criteri indicati.
È possibile aumentare il numero delle Sante Messe solo se necessario e tenuto conto anche degli orari e della partecipazione nelle celebrazioni delle parrocchie vicine. Si chieda licenza all’ordinario diocesano nel caso in cui un sacerdote per venire incontro a reali esigenze debba celebrare più di tre Messe festive. In ogni caso tra una celebrazione e un’altra deve esserci il tempo sufficiente per le procedure di igenizzazione.  
1.4. Per favorire un accesso ordinato, durante il quale andrà rispettata la distanza di sicurezza pari almeno a 1,5 metro, si utilizzino, ove presenti, più ingressi, eventualmente distinguendo quelli riservati all’entrata da quelli riservati all’uscita. Durante l’entrata e l’uscita dei fedeli le porte rimangano aperte per favorire un flusso più sicuro ed evitare che porte e maniglie siano toccate.
È meglio che eventuali tendaggi all’ingresso delle chiese vengano tolti, o tirati e avvolti per evitare che i fedeli li tocchino.  
1.5. Coloro che accedono ai luoghi di culto per le celebrazioni liturgiche sono tenuti a indossare mascherine.
1.6. Venga ricordato ai fedeli che non è consentito accedere al luogo della celebrazione in caso di sintomi influenzali/respiratori o in presenza di temperatura corporea pari o superiore ai 37,5° C.
1.7. Venga altresì ricordato ai fedeli che non è consentito l’accesso al luogo della celebrazione a coloro che sono stati in contatto con persone positive a SARS-CoV-2 nei giorni precedenti.
Alle norme 1.6 e 1.7 sono tenuti anche i celebranti, i ministranti, i collaboratori e altri addetti.
1.8. Si favorisca, per quanto possibile, l’accesso delle persone diversamente abili, prevedendo luoghi appositi per la loro partecipazione alle celebrazioni nel rispetto della normativa vigente.
1.9. Agli ingressi dei luoghi di culto siano resi disponibili liquidi igienizzanti.
È necessario che ciò sia garantito anche durante l’apertura delle chiese per la preghiera personale.
 

2. Igienizzazione dei luoghi e degli oggetti
2.1. I luoghi di culto, ivi comprese le sagrestie, siano igienizzati regolarmente al termine di ogni celebrazione, mediante pulizia delle superfici con idonei detergenti ad azione antisettica. Si abbia, inoltre, cura di favorire il ricambio dell’aria.
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Non è necessaria la "sanificazione" degli ambienti, mentre è necessaria la loro "igienizzazione", cioè una buona ordinaria pulizia delle superficie di contatto con prodotti antibatterici, antisettici e disinfettanti dopo ogni celebrazione, e comunque ogni giorno se la chiesa rimane aperta in assenza di celebrazioni. Non si devono utilizzare prodotti abrasivi o alcol puro o candeggina: tali prodotti opacizzano o danneggiano irrimediabilmente le superfici delle suppellettili e delle opere; non vanno assolutamente utilizzati trattamenti ionizzanti o con ozono. Per arredi e suppellettili è possibile lavare accuratamente le superfici a contatto con acqua calda e sapone neutro, o passare velocemente una soluzione alcolica al 70%, o prodotti igienizzanti già in commercio. Si intervenga solo nelle parti e superfici dove ci si appoggia o a contatto con i fedeli (prestare attenzione a: maniglie delle porte, banchi, pavimenti, bagni, lavandini: gli ordinari detergenti di utilizzo domestico e la soluzione alcolica indicata sono sufficienti. Dovendo pulire tutto e soltanto ciò che viene a contatto delle persone, non è necessario pulire ogni giorno cappelle laterali inaccessibili).
2.2. Al termine di ogni celebrazione, i vasi sacri, le ampolline e altri oggetti utilizzati, così come gli stessi microfoni, vengano accuratamente disinfettati.
I vasi sacri devono essere igienizzati con alcool o lavandoli con acqua calda e sapone (con sufficiente schiuma) dopo ogni celebrazione. Occorre prestare attenzione anche al corredo d’altare (corporali, palle, purificatoi) che va igienizzato o sostituito dopo ogni celebrazione. Le ostie non vanno toccate con le mani neppure nella fase di preparazione della celebrazione. Qualora a predisporre quanto occorre per la celebrazione sia un’altra persona diversa dal celebrante, sarà necessario che igienizzi le mani prima di toccare vasi sacri e paramenti o che indossi dei guanti monouso.
2.3. Si continui a mantenere vuote le acquasantiere della chiesa.

3. Attenzioni da osservare nelle celebrazioni liturgiche
3.1. Per favorire il rispetto delle norme di distanziamento è necessario ridurre al minimo la presenza di concelebranti e ministri, che sono comunque tenuti al rispetto della distanza prevista anche in presbiterio.
E’ opportuno evitare la presenza di più di un ministrante.
Si valuti l’uso della mascherina anche da parte del lettore e l’opportunità di usare dei fogli stampati al posto del lezionario (che non va baciato).
In caso di concelebrazione, la distanza va mantenuta durante tutta la celebrazione, compresa la preghiera eucaristica. È opportuno che ci sia un calice per ogni concelebrante. Anche l’eventuale diacono deve mantenere la distanza, come pure i ministri. Il celebrante quindi provvede da solo per la lavanda delle mani, lo scoprimento del calice, l’elevazione al termine della preghiera eucaristica, l’incensazione.
Calici e patene devono restare sempre coperti. Anche durante la consacrazione devono essere tenuti distanti e in una posizione alta per evitare ogni contami­nazione mentre il celebrante pronucia le parole stabilite.
3.2. Può essere prevista la presenza di un organista, ma in questa fase si ometta il coro.
3.3. Tra i riti preparatori alla Comunione si continui a omettere lo scambio del segno della pace.
3.4. La distribuzione della Comunione avvenga dopo che il celebrante e l’eventuale ministro straordinario avranno curato l’igiene delle loro mani e indossato guanti monouso; gli stessi - indossando la mascherina, avendo massima attenzione a coprirsi naso e bocca e mantenendo un’adeguata distanza di sicurezza - abbiano cura di offrire l’ostia senza venire a contatto con le mani dei fedeli.
La stessa procedura va seguita per la Comunione (sotto la sola specie del pane) di diaconi e ministranti.
La Comunione va data solo sulla mano.
I guanti monouso devono essere a disposizione evitando che vadano toccati con le mani, tranne da parte di chi li indossa. La mascherina utilizzata per la Comunione deve essere monouso.
3.5. I fedeli assicurino il rispetto della distanza sanitaria.
Se possibile (per esempio se i fedeli sono due per panca e collocati all’estremità), può essere opportuno che i fedeli non escano, ma siano coloro che distribuiscono la Comunione ad avvicinarsi a loro percorrendo i corridoi tra le panche.
3.6. Per ragioni igienico-sanitarie, non è opportuno che nei luoghi destinati ai fedeli siano presenti sussidi per i canti o di altro tipo.
All’ingresso della chiesa è possibile lasciare la stampa cattolica a disposizione su appositi espositori.
Eventuali foglietti delle Messe possono essere disponibili all’ingresso; i fedeli siano invitati a portarli con sè al termine della celebrazione. Quelli eventualmente abbandonati su panche e sedie vanno gettati via pulendo e igienizzando la chiesa al termine della celebrazione.
3.7. Le eventuali offerte non siano raccolte durante la celebrazione, ma attraverso appositi contenitori, che possono essere collocati agli ingressi o in altro luogo ritenuto idoneo.
3.8. Il richiamo al pieno rispetto delle disposizioni sopraindicate, relative al distanziamento e all’uso di idonei dispositivi di protezione personale si applica anche nelle celebrazioni diverse da quella eucaristica o inserite in essa: Battesimo, Matrimonio, Unzione degli infermi ed Esequie. Nelle unzioni previste nell’amministrazione dei sacramenti del Battesimo e dell’Unzione degli infermi, il ministro indossi, oltre alla mascherina, guanti monouso.
 
Per il Battesimo si utilizzino mascherina e guanti monouso per le unzioni; si mantengano le distanze da genitori e padrini; il segno della croce sulla fronte del bambino sia fatto dai soli genitori; si ometta il rito dell’effatà.
Per quanto riguarda le esequie, soprattutto se in numero rilevante e con la difficoltà di igienizzare ogni volta la chiesa, si valuti la possibilità di una celebrazione al cimitero alle condizioni previste.
Sono possibili altre celebrazioni, oltre quelle indicate, se necessarie pastoralmente e con l’applicazione di tutte le disposizioni previste per le Sante Messe, compresa l’igienizzazione prima e dopo.
3.9. Il sacramento della Penitenza sia amministrato in luoghi ampi e areati, che consentano a loro volta il pieno rispetto delle misure di distanziamento e la riservatezza richiesta dal sacramento stesso. Sacerdote e fedeli indossino sempre la mascherina.
I confessionali non vengano utilizzati. Si adoperino piuttosto eventuali cappelle non adoperate per le celebrazioni se sufficientemente ampie e areate.
3.10. La celebrazione del sacramento della Confermazione è rinviata.
E’ rinviata a data da destinarsi anche la celebrazione della Prima Confessione e della Prima Comunione.

4. Adeguata comunicazione
4.1. Sarà cura di ogni Ordinario rendere noto i contenuti del presente Protocollo attraverso le modalità che assicurino la migliore diffusione.
4.2. All’ingresso di ogni chiesa sarà affisso un manifesto con le indicazioni essenziali, tra le quali non dovranno mancare:
- il numero massimo di partecipanti consentito in relazione alla capienza dell’edificio;
- il divieto di ingresso per chi presenta sintomi influenzali/respiratori, temperatura corporea uguale o superiore ai 37,5° C o è stato in contatto con persone positive a SARS CoV-2 nei giorni precedenti;
- l’obbligo di rispettare sempre nell’accedere alla chiesa il mantenimento della distanza di sicurezza, l’osservanza di regole di igiene delle mani, l’uso di idonei dispositivi di protezione personale, a partire da una mascherina che copra naso e bocca.
Si utlizzi il cartello predisposto dagli uffici di curia, completandolo con il numero massimo dei partecipanti consentito per ciascuna chiesa.

5. Altri suggerimenti
5.1. Ove il luogo di culto non è idoneo al rispetto delle indicazioni del presente Protocollo, l’Ordinario del luogo può valutare la possibilità di celebrazioni all’aperto, assicurandone la dignità e il rispetto della normativa sanitaria.
Con Nota del Ministero dell’Interno del 13 maggio è stato precisato che nelle celebrazioni all’aperto i fedeli non possono superare il numero di 1000.
Anche nella celebrazione all’aperto vanno garantite le distanze di sicurezza e l’ordinato flusso e deflusso dei fedeli, stabilendo dei posti a sedere e delimitando corridoi di accesso e di uscita.
Nel caso la celebrazione avvenga in luoghi pubblici (per esempio la piazza della chiesa), occorrerà attenersi alle disposizioni di legge e avvertire il Comune.
5.2. Si ricorda la dispensa dal precetto festivo per motivi di età e di salute.
Oltre alle persone che già normalmente hanno giustificati motivi per non partecipare all’Eucaristia domenicale, chi a causa della salute o dell’età avanzata non ritenesse prudente intervenire alla celebrazione della Santa Messa si ritenga dispensato dal precetto festivo. È bene che chi ne avesse la possibilità, partecipi in alternativa a una S. Messa feriale. In ogni caso, i parroci in forza del can. 1245, possono concedere la dispensa dal precetto festivo.
5.3. Si favoriscano le trasmissioni delle celebrazioni in modalità streaming per la fruizione di chi non può partecipare alla celebrazione eucaristica.

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