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Dalla dis-missione all’im-missione nel cuore della vita

Anche una delegazione della nostra diocesi ha partecipato domenica scorsa all’Assemblea missionaria del Triveneto presso il Seminario minore di Padova

Parole chiave: mese missionario (3)
Dalla dis-missione all’im-missione nel cuore della vita

Anche una piccola delegazione della Chiesa di Gorizia ha preso parte domenica 13 ottobre ai lavori dell’Assemblea Missionaria del Triveneto, tenutasi presso il Seminario Minore di Padova.
I lavori assembleari hanno concluso un percorso di elaborazione, iniziato già parecchi mesi fa, per suggerire delle piste di rimodulazione della pastorale ordinaria delle Chiese del Triveneto in una prospettiva sempre più missionaria. Questo è quello che ci viene chiesto anche da Papa Francesco con l’indizione di questo "Mese Missionario Straordinario". I laboratori pastorali che hanno presentato in assemblea il frutto del proprio lavoro riguardavano quattro argomenti principali, o macrotemi: Chiesa povera in cammino con gli esclusi; Seguire Gesù è annunciare il Vangelo nella pluralità delle culture e delle religioni; La cura della "casa comune" e infine Sinodalità e corresponsabilità pastorale. Il frutto dei lavori dei gruppi interdiocesani e degli spunti per una rivisitazione della pastorale è stato poi presentato da Paola Bignardi - ex presidente nazionale di Azione Cattolica - e da don Mario Salviato - vicario episcopale per la pastorale della Diocesi di Treviso. Attraverso un dialogo sollecitato proprio dalle domande suscitate dai lavori dei gruppi per macrotemi, gli interlocutori hanno focalizzato i punti salienti che dovranno essere posti alla nostra attenzione per dare forma e contenuto alla "conversione missionaria" della pastorale ordinaria. Non si tratta certo di un’aggiunta "di missione" alla pastorale di conservazione così come si è sempre fatta… Si tratta proprio di riformulare linee e contenuti della pastorale in chiave missionaria, sentendo la Chiesa come essenzialmente missionaria; non più una Chiesa che fa la missione, ma una missione che fa la Chiesa. La conclusione, affidata a don Agostino Rigon - coordinatore dei Centri Missionari del Triveneto - non ha offerto una parola finale sugli argomenti trattati, ma ha cercato di offrire delle piste per il futuro sulle quali provare a muovere alcuni passi. In particolare egli ha evidenziato la necessità di continuare con l’esperienza dei sacerdoti fidei donum, tanto più in questo momento in cui le presenze sacerdotali scarseggiano anche in ambienti tradizionalmente cristiani la presenza dei fidei donum in terre di nuova evangelizzazione esprime il senso di gratuità e di apertura che la Missione della Chiesa esige. La seconda pista ha riguardato le sfide del nostro tempo nel nostro contesto, soprattutto rispetto ai giovani; il Vangelo ancora oggi ci chiede di essere comunicato, esprimendo con questo il senso di una vita "salvata", in quanto vissuta in pienezza. Con le parole di Papa Francesco dovremmo allora avere il coraggio di sognare "una Chiesa libera e aperta alle sfide del presente, mai in difesa per timore di perdere qualcosa".
Una Chiesa che dalla dis-missione sappia passare alla im-missione nel cuore della vita, della società, di ogni persona di buona volontà. Buon Mese Missionario!

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