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Come fare politica "sotto": la ricetta dell’Aci

Affollato incontro a Gradisca promosso dalla presidenza diocesana con Matteo Truffelli responsabile nazionale dell’associazione: l’impegno per l’assumersi un impegno nelle istituzioni e nella quotidianità della vita

Parole chiave: impegno sociale (1), Azione Cattolica (52), Matteo Truffelli (1)
Come fare politica "sotto": la ricetta dell’Aci

L'Azione cattolica - uomini e donne, giovani e dirigenti ed educatori - porta una responsabilità per la politica? E con quale modello? C’è uno specifico, anzi che deve caratterizzare gli aderenti all’associazione che ha appena superato il 151° anniversario di vita e di storia?
Di più, l’Azione cattolica di Gorizia, che vanta tradizioni particolari nelle sue origini, come vive e sente questa responsabilità che appartiene a tutti?
A queste domande - e ad altre - si ’è rifatta l’iniziativa dell’Aci diocesana che - con la presidente Luisa Giusti e l’assistente diocesano monsignor Paolo Nutarelli - ha radunato a Gradisca una schiera di uomini e di donne, soprattutto di giovani, che hanno dialogato con il presidente nazionale prof. Matteo Truffelli, autore fra l’altro di un libretto intitolato "La P. maiuscola. Fare politica sotto le parti" e che ha avuto oltre una cinquantina di presentazioni a dimostrazione dell’attualità del tema e, soprattutto, della inevitabilità del confronto.
È stato Papa Francesco - in occasione dell’ultima assemblea nazionale, ma anche in altre occasioni - a sollecitare un impegno totale dei laici cristiani e quindi anche un invito pressante, potremo dire un impegno irrinunciabile, ad invitare i cristiani a fare politica ma la politica con la P maiuscola.
In questa prospettiva la presentazione dell’intervista del presidente nazionale - professore all’università di Parma di storia e di politica - ha risuonato come una vera e propria chiamata anche se in posizioni diverse ma alla luce delle conclusioni del Concilio ecumenico Vaticano II. In tanti hanno risposto.
Ed è stata questa la prima indicazione del presidente Truffelli che - nell’incontro animato dal giornalista Guido Baggi a Gradisca nella sede del consiglio comunale, dopo il saluto del vicesindaco Boscarol - ha riproposto come modello tipico dell’assumersi e vivere la politica nella quotidianità della vita e non solo in uno servizio specifico a dentro le istituzioni.
Superate le posizioni ideologiche e ogni forma di collateralismo, spetta ai laici cristiani in modo specifico e unico, saper stare dentro alla convivenza comunitaria, assumendosi i compiti del testimone e del servitore del bene comune, di colui che assume responsabilità e servizi, mette al centro la persona e le esigenze della comunità, della giustizia e dell’uguaglianza, della libertà e della partecipazione.
Una scelta che il socio di Aci, impara e sperimenta già dentro all’associazione, imparando le regole della democrazia interna per quanto riguarda servizi e responsabilità direttive; che vive non accanto ma dentro ai problemi; che accetta la complessità senza semplificazioni impossibili; che  aggiunge alla passione per l’uomo e la comunità, la competenza e la preparazione; che non ripete pappagallescamente i principi ma vive le indicazioni della dottrina della chiesa nel sociale, ogni giorno e con originalità.
Una declinazione coraggiosa e unica -in forza di una mediazione culturale rinnovata e sempre legata al contesto e alla luce di una visione di fede illuminata dalla Parola di Dio - che aborre da ogni tentazione di sentirsi il migliore e unico, che lo impegna al dialogo nella diversità e a continuare anche la ricerca in vista di un modello sempre perfettibile e nuovo.
A questo atteggiamento che i soci di Aci -grandi e piccoli- sono a chiamati a vivere nella ordinari età della vita, si aggiungono altri spazi: come dimostra la cronaca viva, appartengono all’Aci politici, amministratori, sindaci, consiglieri regionali e parlamentari impegnati nel dialogo e nel confronto politico. Una vocazione vera e propria che non solo sta dentro ai criteri evangelici che hanno il fondamento nella centralità della persona e nel riferimento agli ultimi, ma si svolgono secondo appunto il criterio dell’onore, del dialogo e della collaborazione, per la costruzione della politica come servizio.
Il presidente Truffelli si è a lungo soffermato - alla luce anche del titolo del suo lavoro - ad illustrare la posizione dei credenti e dell’Aci: "fare politica da sotto". Una posizione che non intende stare nell’ombra e tanto meno nascondere la mano, quanto invece non lasciarsi condizionare né dal clima, né dallo scontro ideologico… preferendo appunto "stare sotto" a livello delle esigenze delle persone, dei poveri in primo luogo, prendendo la misura di ogni posizione e scelta politica o amministrativa. In secondo luogo - secondo la indicazione del Papa - di "avviare processi", quanto di conservare posizioni di potere o occupazione di spazi per sentirsi riconosciuti: è la scelta di chi dialoga con tutti, che cerca soluzioni e non proclama principi, di chi preferisce mettere in campo, coinvolgere, chiamare all’impegno ed al servizio.
Dunque, una vera e propria, nuova condizione che non ha niente a che fare con il protagonismo o il collateralismo, che anzi combatte posizioni superficiali e ideologizzare; che affina le competenze, allarga sensibilità, costruisce nella pazienza e fiducia del dialogo, crede nelle persone e lavora con tutti.
Una politica "sotto" che, evidentemente, si fa spazio soprattutto quando la vocazione democratica è ben radicata nei fondamenti della Carta costituzionale, procede e si alimenta in nome di una formazione continua, prende le distanze da ogni tentazione che riduce la politica ad essere una risposta esaustiva ai problemi della persona e della società.
E’ la risposta della mitezza e della vera moderazione, la risposta della dedizione totale al servizio e della qualità della politica che ha avuto testimonianza in Luigi Faidutti, Luigi Sturzo come in De Gasperi, La Pira, Moro ed in tanti altri uomini e donne che hanno fatto politica "da cristiani".
Una schiera di uomini e donne anche della nostra terra. Generazioni di politici che meritano altri epigoni capaci di stare dentro a queste linee: mai sopra o a servizio, ma appunto "sotto", che è l’unica posizione che spetta al credente, soprattutto se intende essere credibile e creduto.

© Voce Isontina 2019 - Riproduzione riservata
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