Come Giovanni…

Un personaggio biblico mi sta particolarmente a cuore e cerco di immedesimarmi in lui ogni mattina di Pasqua, mentre alle prime luci dell’alba vado in chiesa. Memore della notte passata, della solenne vigilia pasquale, mi soffermo davanti al sepolcro vuoto e mi sembra di essere Giovanni. Quel Giovanni che gli altri apostoli consideravano particolarmente attaccato al Signore, quel Giovanni che nell’Ultima cena ebbe l’incarico di dialogare con Gesù, appoggiato sul suo petto, quel Giovanni che insieme a Pietro scatta dal letto per correre a vedere di persona quanto poco prima riferito dalle donne.Ecco, questo Giovanni, l’unico sotto la croce, l’unico a non abbandonare Gesù neanche nel momento dell’ultimo respiro, davanti la tomba vuota è pervaso da un triplice sentimento: si ferma davanti alla pietra arrotolata via dall’ingresso scoraggiato, dubbioso e impaurito. Non sono forse gli stessi sentimenti che colpiscono me ogni volta che, nello spezzare il pane, Gesù si fa realmente presente nell’Eucaristia? I miei piedi si fermano, quasi inchiodati, e il mio sguardo punta senza battere ciglio verso le mani del sacerdote che alza la patena ed il calice. Allora mi sento scoraggiato perché nonostante le innumerevoli volte di presenza all’eucaristia, ancora non sperimento una piena unità con il Signore. Vorrei tanto essere parte di Lui e sentirlo parte di me, ma la mia umanità non permette un’unione perfetta, piena, totale. E poi cala su di me il dubbio: ma come è possibile che Lui sia qui, in mezzo a noi, nel pane e nel vino? L’intelletto, in questo momento, non mi dà sostegno, perché la realtà è ben lungi dalla pura fisicità. Ed ecco che subentra il timore: ho paura nel sentirmi accolto dal Cristo, perché incapace di vedere oltre. Sappiamo che la paura è foraggiata proprio dal non conoscere, non sapere cosa c’è di là, cosa c’è oltre, cosa è il futuro.Per fortuna Giovanni ha intuito che questi sentimenti individuali possono essere superati dalla condivisione con gli altri. Solo mentre arriva anche Pietro al sepolcro, si appoggia a lui, si accoda, si unisce. Ed è allora che il coraggio riemerge e lo spirito si irrobustisce. Da solo non ce la farò mai! Ho bisogno delle sorelle e dei fratelli! E quelli dell’UNITALSI in modo particolare!________________________________________________________________________________

Incontro on lineLunedì 19, ore 20.30: dialogo con Enrico Broccanello, Presidente della Sottosezione di Bolzano, sul tema “Vivere da unitalsiano quando la malattia bussa”. Per partecipare all’incontro, collegarsi tramite il link https:// meet.google.com/ wtd-pxqk-rbs. L’incontro sarà visibile in diretta sui canali social (Fb e Youtube) dell’UP Madonnina-Lucinico-Mossa, e sulla pagina Fb “UNITALSI Gorizia”.