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Cari amici vicini e lontani…

L’impegno dei missionari diocesani impegnati in terra africana prosegue nonostante il Covid - 19

Parole chiave: missione (74)
Cari amici vicini e lontani…

Cari amici vicini e lontani…
Diverse persone in questo periodo di difficoltà causata dall’epidemia del coronavirus "Covid-19", mi stanno chiedendo notizie dei nostri cari missionari in Africa.
Approfitto allora di queste righe per informare e per formulare ancora una volta un ringraziamento.
Anzitutto intendo rassicurare tutti in quanto i nostri missionari attualmente operanti in Africa - Ivana Cossar, Claudia Pontel e don Michel Stevanato - stanno bene e rassicuro pure che il Centro Missionario Diocesano è in contatto costante con ciascuno di essi, a maggior ragione in questo periodo. I mezzi di comunicazione che la tecnologia ci offre (posta elettronica, WhatsApp, comunicazioni via Internet) ci permettono di sentirci vicini e di tenerci sempre in contatto con relativa facilità.
Ivana Cossar, operante in Burkina Faso sarebbe dovuta rientrare in Italia lo scorso 25 marzo.
Tuttavia la chiusura dello spazio aereo italiano e poi quello francese hanno comportato la cancellazione del volo che era stato prenotato a suo tempo. Secondo quanto Ivana ha desiderato, abbiamo posticipato la partenza alla prima data disponibile, sperando che l’emergenza epidemica possa rientrare nel giro delle prossime settimane e che le linee aeree riprendano il servizio di trasporto.
Per il momento mi scrive: "Ogni giorno do lezioni di inglese, sotto la mia veranda. Più studentesse universitarie avrebbero desiderato parteciparvi, ma le condizioni non lo permettono.
C’è solo una, una giovane togolese che desidera laurearsi in inglese e che vive nella comunità accanto con la quale condivido la vita quotidiana.
Siamo nove a tavola… di domenica. Non ci si annoia!
La preghiera costante e intensa sta unificando tutta la Nazione".
Claudia Pontel si trova in Costa d’Avorio, a Bouaké e opera presso il Centro Notre Dame des Sources con i piccoli e i ragazzi di cui si prende cura. Mi scrive che: "La situazione qui a Bouaké è molto calma, la gente rimane a casa, certo però che ha bisogno di andare al mercato, altrimenti non mangia…".
Sempre in Costa d’Avorio, don Michel Stevanato continua instancabile la sua opera pastorale nella sua Parrocchia di Kogondekro.
Con l’entusiasmo e la serenità che lo contraddistinguono mi dice che: "Qui per ora prosegue tutto con calma seguendo le raccomandazioni del governo di restare a casa e di distanziarsi di almeno un metro.
Puoi immaginare la difficoltà di questa gente a rispettare le distanze e a non frequentarsi.
Dal 29 marzo tutta la regione di Abidjan è isolata con il coprifuoco notturno".
Come Centro Missionario Diocesano abbiamo provveduto comunque ad avvisare le rappresentanze diplomatiche italiane in Costa d’Avorio e in Burkina Faso per ogni eventuale necessità di informazioni e per garantire la sicurezza di tutti i nostri missionari.
La situazione che stiamo vivendo in questa Quaresima - così diversa dalle altre che abbiamo vissuto negli scorsi anni -  ci chiede un impegno e una perseveranza ancora maggiori nella nostra preghiera al Signore per i nostri missionari e per la terra africana in cui operano.
Un contesto dalle tante fragilità: umane, economiche e sanitarie che difficilmente potrebbe reggere ad un’ondata epidemica come quella che sta attraversando attualmente tutta  l’Europa.
Ai nostri cari missionari va ancora una volta il nostro ringraziamento per il loro impegno, per la vita che donano a favore dei nostri fratelli più bisognosi, tanto lontani eppure anche così vicini…
Se questo virus ci ha insegnato qualcosa credo sia proprio questo: la consapevolezza di essere un’unica famiglia umana, in cui steccati e muri non possono fermare questa terribile epidemia.
Un mondo tanto grande ma anche tanto piccolo in cui quello che accade in Cina o in Africa ha delle ripercussioni ovunque nel mondo e in cui nessuno può pensare di restare "isolato".
Speriamo che almeno questa drammatica esperienza ci apra gli occhi su questa realtà e aprendo i nostri occhi possa convertire poi anche i nostri cuori.
Un ringraziamento voglio rivolgerlo anche a tutti quelli che in diocesi si adoperano per lo sviluppo e la maturazione della sensibilità missionaria.
Sento il dovere di ringraziare quanti si fanno carico del finanziamento delle opere di evangelizzazione promosse dal Centro Missionario con il proprio tempo, impegno e dedizione.
Ancora di più sento la necessità di ringraziare in questo particolare momento, nel quale il blocco della tradizionale "Quaresima missionaria" con le attività pastorali previste e con l’annullamento per ragioni precauzionali di tante iniziative benefiche già programmate a favore delle Missioni (Mercatino solidale di "Uomini come Noi" e altre Mostre Missionarie), comporterà una drastica riduzione se non un azzeramento delle offerte per il finanziamento delle varie attività missionarie.
Già ma questo è un altro problema…

© Voce Isontina 2019 - Riproduzione riservata
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