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Azione Cattolica: una risorsa per le Chiese del Nordest

Confronto a Cavallino fra la Cet ed i presidenti ed assistenti diocesani

Parole chiave: Azione Cattolica (52)
Azione Cattolica: una risorsa per le Chiese del Nordest

I Pastori delle Chiese locali del Veneto, Trentino-Alto Adige e Friuli Venezia Giulia, con sedi nel triveneto, si sono incontrati a Jesolo ed hanno parlato con franchezza sulle questioni che stanno a cuore al ministero episcopale ma anche all’Associazione di Azione cattolica con i presidenti e gli assistenti diocesani.
Un incontro che preannuncia anche altri momenti di dialogo, improntato alla sincerità e alla volontà di proseguire il confronto su quelle tematiche che stanno a cuore all’episcopato e alla principale fra le associazioni laicali, con una storia radicata nel cuore della vita delle comunità ecclesiali e degli uomini della regione pastorale del Nord-est.
Una unità sostanziale - ha concluso il Patriarca Francesco Moraglia parlando a conclusione del dialogo - evidenziando sia la sintonia di tematiche che di responsabilità reciproche di fronte alle Chiese ed alla società.
Il confronto ha avuto luogo al Cavallino di Jesolo presenti tutti i vescovi e tutti i presidenti e assistenti delle diocesi ed associazioni regionali insieme con il delegato regionale Marco Pio Bravo e l’assistente don Enrico Piccolo.
Delegazione e interlocutori presidenti hanno posto ai vescovi, riuniti per la riunione di studio e programmatica di gennaio, una triplice considerazione di urgenze: come parlare al mondo attuale con il quale occorre tornare in comunicazione, come annunciare il vangelo oggi (evangelizzazione e formazione) e, soprattutto, come l’associazione e la pastorale possono trovare vie comuni di collaborazione e comunione nella catechesi. Unica la premessa, condivisa da molti intervenuti: come vivere il mandato battesimale da laici nella Chiesa per l’annuncio del vangelo su un territorio in continua trasformazione e come essere credibili come testimoni vivendo in pienezza la laicità.
Il dialogo, dopo l’intervento di tre presidenti diocesani (Trieste, Vicenza e Verona) che, a nome di tutti, hanno illustrato il senso delle tre urgenze significativamente colte come decisive per il futuro del cammino della chiesa e della sua missione, ha registrato molti punti di vista che stanno a corollario di questioni che del resto hanno contraddistinto la attività della conferenza episcopale triveneta (evangelizzazione e catechesi, conversione pastorale per nuove collaborazioni, presenza e servizio sul territorio).
La centralità della riscoperta della vocazione battesimale fondamento di ogni servizio e ministero nella chiesa: essere laici rappresenta una dignità comune (essere parte del popolo di Dio) nella chiesa che viene prima di ogni incarico; essere laici vuol dire non essere delegati ma avere, nel proprio campo di vita, una vocazione piena e specifica in collaborazione con tutti gli altri ministeri, a partire da quello ordinato. Il servizio dell’Aci, che ha un patrimonio di esperienza e di presenza nella chiesa e nella società, rappresenta un "di più" per le chiese locali anche nel processo dell’unità e della collaborazione, oltre che nella fraternità comunione.
Un "modello" conciliare, dunque; che ha e avrà ancora bisogno di puntualizzazioni continue e riflessioni, valido nel passato e anche per il presente; qualche voce autorevole ha sollecitato anche un mandato nuovo per l’Aci, dopo che la chiesa del concilio ne ha assimilato numerosi contenuti e la metodologia; spazi nuovi che si aprono per l’associazione duramente provata dalla difficoltà delle chiese locali di accettare la fatica associativa, del resto indispensabile per avere una mentalità ed un riferimento ampio ed aperto.
Missione, ripensamento sulla presenza e posizione della chiesa sul territorio, evangelizzazione e criteri per formare e far nascere nuovi cristiani restano un quadro comune che richiama l’Aci a sviluppare un ruolo specifico -legato alla sua identità riconosciuta nella chiesa- di comunione e di corresponsabilità nelle consulte laicali e quindi nel cammino dei laici nella chiesa.
La ricerca di modelli di attuazione e di sperimentabilità concreta - da non confondersi con le burocrazie curiali - impegna tutti ad una ricerca coraggiosa: i laici cristiani, tutti senza distinzione con incarichi e servizi diversi, sono chiamati ad essere là dove ci sono gli uomini e le donne del nostro tempo.  
Con questo incontro l’Aci delle chiese del nord-est ha fatto un passo avanti nella verifica della propria posizione di servizio alla chiesa ed alla società: il contatto e confronto diretto con l’episcopato lascia intendere un cammino che, ora, ha bisogno di puntuali esperienzi nel vivo del territorio diocesano e parrocchiale.

© Voce Isontina 2019 - Riproduzione riservata
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