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Ascolta! La parola d’ordine che apre i cuori

Chi ha seguito l’azione pastorale dell’Arcidiocesi di Gorizia negli ultimi anni, si è reso conto che molto si è puntato sull’ascolto della Parola di Dio.

Parole chiave: Caritas (79), Avvento (54), ascolto (3)
Ascolta! La parola d’ordine che apre i cuori

Molte le energie e le risorse investite per incontri di aggiornamento e per l’istituzione di corsi biblici aperti a tutti, cercando l’aiuto di studiosi della Scrittura e di esperti nel discernimento comunitario e personale. L’obiettivo di tutti questi sforzi è sempre lo stesso: a partire dalla Parola di Dio, comprendere che cosa il Signore desidera da ciascuno di noi per essere in comunione con Lui e con i fratelli; detto altrimenti, l’obiettivo è quello della edificazione del Regno di Dio, la Civiltà dell’Amore già qui, già ora, per quanto possibile.
È chiaro che, per costruire il Regno di Dio, è indispensabile conoscere il volere di Dio: il rischio, altrimenti, è quello di prendere per volontà di Dio ciò che è solo il volere egoistico di alcuni, che si ergono a giudici e guide di altri per il proprio tornaconto: e di esempi in tal senso ne è piena la storia.
Il volere di Dio, quindi, il suo pensiero, il suo cuore. "Noi abbiamo il pensiero di Cristo": così si esprime San Paolo nella Prima Lettera ai Corinzi (2, 16). Ed il pensiero di Cristo, il Figlio di Dio, è racchiuso per noi nella Sacra Scrittura, che va letta, ascoltata, frequentata quotidianamente singolarmente e comunitariamente nell’invocazione dello Spirito Santo, affinché ci venga mostrato il suo significato per noi. Vogliamo conoscere Dio? Dobbiamo ascoltarlo! Ed Egli ci parla nella Scrittura!
Ma non dobbiamo dimenticare anche un altro aspetto, quello dell’azione missionaria della Chiesa: la nostra gioia non può essere piena, nell’incontro con Dio, se i nostri fratelli ne restano esclusi! Il Concilio ci ha ricordato che "le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce degli uomini d’oggi, dei poveri soprattutto e di tutti coloro che soffrono, sono pure le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce dei discepoli di Cristo, e nulla vi è di genuinamente umano che non trovi eco nel loro cuore. La loro comunità, infatti, è composta di uomini i quali, riuniti insieme nel Cristo, sono guidati dallo Spirito Santo nel loro pellegrinaggio verso il regno del Padre, ed hanno ricevuto un messaggio di salvezza da proporre a tutti" (Gaudium et Spes, 1).
Ma il messaggio cristiano può trovare accoglienza solo se trova aperta la porta del cuore: e per aprire un cuore di uomo non c’è strumento migliore dell’ascolto. Solo chi si sente ascoltato, capito e accolto, apre il proprio cuore. E solamente partendo dall’ascolto del nostro prossimo possiamo proporre il messaggio evangelico dell’Amore di Dio.
E così, alla fine di questa breve riflessione, possiamo dire che possediamo una parola d’ordine che, a differenza di quelle usate dagli uomini, non dev’essere tenuta segreta, ma semmai divulgata. Una parola d’ordine che svolge egregiamente il compito di aprire il cuore di Dio e degli uomini: "ASCOLTA!". Nulla di originale, se pensiamo alla preghiera ebraica quotidiana dell’Antico Testamento, ma - forse proprio per questo - tanto vera da poter cambiare in meglio la nostra vita e quella di chi ci sta vicino. Naturalmente solo se la pensiamo non come un ordine da imporre agli altri, quanto piuttosto come uno stile di vita, un’abitudine, da assumere in noi stessi.

© Voce Isontina 2018 - Riproduzione riservata
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