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Anche l’Europa è oggi terra di missione

Don Michele Baggi, missionario a Budapest della Fraternità di San Carlo Borromeo

Anche l’Europa è oggi terra di missione

Sono don Michele, ho 36 anni, originario di Fogliano Redipuglia. Sono sacerdote da un anno e mezzo nella Fraternità San Carlo Borromeo, una comunità di sacerdoti missionari fondata nel 1985 da Mons. Massimo Camisasca, che trae origine dal carisma di Comunione e Liberazione.
La nostra comunità nacque in risposta all’invito che Giovanni Paolo II nel 1984 rivolse in occasione del trentennale della nascita di Comunione e Liberazione: "Andate in tutto il mondo a portare la verità, la bellezza e la pace, che si incontrano in Cristo Redentore".
Fu così che Mons. Camisasca concepì da subito questa comunità come missionaria.
Ad oggi la Fraternità conta circa 140 sacerdoti che operano nelle nostre 30 case di missione sparse in tutto il mondo dalla Cina al Cile, da Nairobi a Mosca.
Dopo la mia ordinazione diaconale, avvenuta nell’estate 2017, sono stato destinato alla nostra missione in Ungheria, a Budapest.
La nostra missione in Ungheria è stata aperta nel 2004 quando il cardinale di Budapest mons. Péter Erd? richiese la nostra presenza nella sua diocesi e ci affidò la parrocchia intitolata a Cristo Re in centro città.
Nella nostra casa di missione siamo in tre sacerdoti: don Alessandro, don Carlo ed io.
Don Alessandro è a Budapest dall’inizio della nostra missione ed oggi è cappellano dell’Università Cattolica Pázmány Péter di Budapest, oltre ad insegnare religione in una scuola superiore cattolica. Don Carlo da nove anni si trova a Budapest dove oggi insegna religione nella stessa scuola dove lavora anche don Alessandro ed è vice-parroco nella parrocchia che ci è stata affidata. Io sono l’ultimo arrivato e da pochi mesi ho iniziato il mio servizio in parrocchia in qualità di parroco.
Spesso le persone rimangono un po’ confuse quando dico che sono un sacerdote missionario e che sono in missione in Ungheria, perché spesso si pensa che la missione riguardi solo i Paesi dell’Africa o del Sud America.
Oltre al fatto che la missione è una dimensione fondamentale e permanente della vita di ogni cristiano ovunque si trovi, tanto più quindi di ogni sacerdote, non deve stupire se anche l’Europa sia terra di missione.
Già papa Benedetto XVI la considerava tale quando aveva parlato della necessità della nuova evangelizzazione dell’Europa.
L’Ungheria, benché sia un paese di antica tradizione cattolica, soffre ancora le gravi conseguenze dei quarant’anni di regime comunista che con la sua violenta propaganda antireligiosa ha lasciato un vuoto spirituale (oltre che materiale) nel popolo ungherese.
Come sacerdoti missionari desideriamo servire questo popolo affinché possa recuperare profondamente le sue radici cristiane.

© Voce Isontina 2019 - Riproduzione riservata
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