Monfalcone - Ronchi dei Legionari - Duino
stampa

Redipuglia: l’impegno di non dimenticare

La celebrazione del 4 novembre al Sacrario

Parole chiave: Sacrario (8), cerimonia (3), defunto (12), commemorazione (55)
Redipuglia: l’impegno di non dimenticare

Novantanove anni dopo quel "bollettino della vittoria" che pose fine all’immane tragedia della prima guerra mondiale, evento fondante di quel "secolo breve" che vide purtroppo altri immani spargimenti di sangue, l’Italia si è fermata a ricordare i caduti di tutti gli schieramenti coinvolti in quel conflitto e non solo, e lo ha fatto, come da tradizione, al sacrario militare di Redipuglia, luogo di riposo per centinaia di migliaia di militi, incastonato in quel Carso che fu teatro di scontri fra popoli fratelli.
Per il fatto che quest’anno la ricorrenza è caduta in giornata di sabato, non lavorativa per molti, la cerimonia militare ha visto una buona partecipazione di pubblico. Presenti sui gradoni del sacrario, per troppi anni desolatamente vuoti a causa della progressiva scomparsa di reduci e famigliari, i ragazzi delle scuole “Giacich” e “Randaccio” di Monfalcone, delle primarie e secondarie di primo grado di Fogliano, il consiglio comunale dei ragazzi del comune di Remanzacco e alcune classi di una scuola trevigiana; la presenza di alunni delle scuole è la prosecuzione di un progetto di mantenimento della memoria storica ed educazione civica promosso negli ultimi anni dal Consiglio Regionale del Friuli Venezia Giulia.
Prima della cerimonia civile monsignor Santo Marcianò, Ordinario militare per l’Italia ha presieduto la celebrazione eucaristica in suffragio di tutti i caduti nella cappella del santuario.
A seguire si è schierato sul piazzale del sacrario un reggimento di formazione composto da rappresentanti delle quattro forze armate, delle forze di polizia ad ordinamento militare e dalla fanfara della brigata di cavalleria Pozzuolo del Friuli che ha reso gli onori militari alla salma del Duca d’Aosta e ai caduti di tutti gli schieramenti, alla presenza di numerosi sindaci del territorio, delle associazioni combattentistiche e d’arma con i loro labari e delle massime autorità civili e militari; al suono del silenzio è stato deposto da due corazzieri l’omaggio floreale del Presidente della Repubblica.
L’accensione dei tripodi con il fuoco proveniente da tutti i cimiteri della regione è stata preceduta dalla lettura della motivazione della medaglia d’oro al valor militare al Milite Ignoto, da parte di Paola del Din Carnielli, anch’essa decorata al valore e portatrice della decorazione alla memoria del fratello Renato.
Il senatore Pietro Grasso, presidente del senato, ha rappresentato il presidente della repubblica, ed ha ricordato il senso del radunarsi ogni anno in questo luogo tanto significativo per tutti, per il legame che molte famiglie hanno con il sacrario, essendoci il nome di qualche famigliare caduto, e per il Paese intero che ha reso il 4 novembre giornata di ricordo dei
caduti di tutte le guerre.
"Qui, questa solenne scalinata ci porta in alto, collega direttamente terra e cielo, ci mette in comunicazione con chi si è sacrificato e quando giungiamo in cima siamo nell’azzurro e questo azzurro pulisce gli stivali dal fango delle trincee, pulisce le divise dalla polvere da sparo, pulisce i volti dalla fuliggine dei fuochi e ci restituisce occhi che ci guardano, pieni, dolci, sicuri, affettuosi. Allora, chiudendo gli occhi per pregare, sentiamo la presenza di tutti coloro che riposano qua, i sorrisi con cui hanno salutato la famiglia, con un gesto di affetto rivolto ai cari, al momento di partire, al momento di andare al fronte per l’Italia, provenendo da tutti gli angoli del Paese, nessuno escluso." Queste le parole pronunciate da  Barbara Degani, sottosegretario al Ministero dell’Ambiente, che ha poi ricordato che ai volti dei caduti di ieri si sovrappongono i volti degli uomini e delle donne d’oggi, che nei teatri operativi all’estero, nelle nostre città e nei nostri paesi colpiti da terremoti ed alluvioni impegnano la propria vita per la salvaguardia del cittadino: il 4 novembre così ricorda l’unità di un popolo che si riconosce in una storia comune e negli ideali civili e religiosi della nostra Italia.
Non quindi retorica da parata, ma una giornata per dire coralmente il "grazie" più sincero a coloro che quotidianamente lavorano per la sicurezza e per una preghiera di suffragio e un ricordo a tutti gli eroi, soprattutto a quelli silenziosi che non hanno statue o vie dedicate in nessuna città ma solamente la gratitudine e l’affetto scolpiti nei cuori delle persone.

© Voce Isontina 2017 - Riproduzione riservata
Redipuglia: l’impegno di non dimenticare
  • Attualmente 0 su 5 Stelle.
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
Votazione: 0/5 (0 somma dei voti)

Grazie per il tuo voto!

Hai già votato per questa pagina, puoi votarla solo una volta!

Il tuo voto è cambiato, grazie mille!

Log in o crea un account per votare questa pagina.