Monfalcone - Ronchi dei Legionari - Duino
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L’impegno della rete solidale dell’Emporio

Continua l’impegno della rete solidale  messa in opera ed assicurata da parte dell’Emporio della Solidarietà di Monfalcone attivo in città dall’aprile 2015.

Parole chiave: Emporio della Solidarietà (16)
L’impegno della rete solidale dell’Emporio

La struttura, messa a disposizione dal Comune a seguito di una convenzione stipulata con l’ATER, è gestita dalla Caritas Diocesana e comprende due stanze e un deposito per un totale di 153 metri quadrati circa con sede in Viale Verdi.
Il sito che si può definire un vero e proprio "supermercato solidale" è adibito alla distribuzione gratuita dei generi alimentari, in particolare dove è garantita la distribuzione di beni di prima necessità come pasta, farina, legumi, passata di pomodoro, latte, zucchero e olio. Sono inoltre presenti biscotti, frutta, verdura, tonno, uova e alcuni prodotti freschi, oltre ad omogeneizzati e prodotti per l’infanzia. Rinnovato dunque il Protocollo d’Intesa al fine di finanziare e garantire il funzionamento del progetto.
Erano presenti alla firma tutti i soggetti coinvolti nel comitato promotore: la diocesi e la Caritas Diocesana di Gorizia con l’arcivescovo mons. Carlo Redaelli, don Paolo Zuttion e don Stefano Goina, il comune di Monfalcone nella persona dell’assessore ai servizi sociali Sebastiano Callari, la Croce Rossa Italiana con i suoi volontari del comitato monfalconese e la fondazione CariGo guidata dalla dottoressa Roberta De Martin.
"L’emporio è ormai un servizio insostituibile" così Nicoletta Stradi responsabile del servizio sociale dell’Ambito Basso Isontino, che pure ha preso parte all’incontro nel quale non ha mancato di sottolineare anche la necessità di porre attenzione alle "esigenze domiciliari" per favorire l’incontro con le persone in difficoltà e che spesso si chiudono in se stesse perché si vergognano della loro situazione.
A testimoniare che Emporio vuol dire in un certo senso anche "capitale sociale", c’era Graziella Maugeri del centro di ascolto della parrocchia di S. Ambrogio che come gli operatori di altri molti centri di ascolto decanali, fa da "filtro" in situazioni familiari gravi e con prospettive future seriamente incerte. Non si tratta dunque solo di spesa ma di molte altre  problematiche che sono gestite assieme tra più realtà.
Di una solidarietà in rete che cresce ed è valore aggiunto, ha parlato monsignor Redaelli nel suo intervento nel quale ha posto l’attenzione sul problema della solitudine che va combattuta per andare oltre e fare sempre di più.
"Anche la politica è in qualche modo responsabile del decadimento del tessuto sociale dove non ci sono più certezze" ha ammesso l’assessore Callari parlando di una grande sfida alla povertà che si combatte ogni giorno.
Soddisfazione anche per la fondazione Carigo. La presidente Roberta De Martin ha parlato di impiego di fondi ben spesi e con responsabilità.
All’emporio arrivano perciò risorse a sostegno dei suoi progetti ben strutturati. Si è aggiunto poi alla firma del protocollo, il comitato monfalconese del Cri che con la sua azione certamente contribuisce "a ridare dignità" a molte persone bisognose. Molto interessante è stato il report 2017 divulgato dal responsabile e coordinatore dell’Emporio.
Le cifre della solidarietà sono significative: 40 i volontari definiti "silenziosi e splendidi" in quanto presenze attive e molto collaborative; distribuzione di prodotti per un valore totale di circa 330mila euro; 560 le famiglie aiutate tra 2016 e 2017 per un totale di 1500 persone; le tessere a punti emesse sono state 293 destinate ad un totale di fruitori pari a 759 persone (81 sono minori fino a 5 anni, 612 i soggetti tra i 6 e i 64 anni mentre 66 sono gli over 65). Molto significativo è anche il dettaglio che fornisce una chiara fotografia di quelli che sono i numeri nelle singole comunità della zona che vedono questo servizio garantito sempre.
A Monfalcone 188 le famiglie aiutate (60,10% italiane); a Ronchi dei Legionari 33 sono le famiglie assistite (il 63% è di italiani); 31 i nuclei familiari Staranzanesi (meno del 20% le richieste di stranieri); 15 le domande a San Canzian; 7 a Fogliano - Redipuglia e San Pier; 5 le famiglie di Turriaco e tutte italiane come lo sono a Doberdò e Grado rispettivamente con 4 e 3 richieste di assistenza.
Questo e molto altro è stato fatto. Mettersi insieme facendo squadra permette - e continuerà a farlo - di condividere un percorso umano a garanzia di un futuro decoroso e ricco di piccole ma grandi prospettive per tutti. La Notizia è buona, speriamo produca ancora abbondanti frutti nelle nostre comunità.

© Voce Isontina 2018 - Riproduzione riservata
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