Monfalcone - Ronchi dei Legionari - Duino
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A2A: riconversione più vicina

Avviato il Tavolo tecnico istituito dalla Regione Friuli Venezia Giulia

Parole chiave: A2A (1), riconversione (1)
A2A: riconversione più vicina

Prima un sopralluogo allo stabilimento e poi l’atto formale dell’insediamento per l’avvio di un percorso che entro un anno dovrà portare alla formulazione di un’ipotesi di riconversione dell’impianto.
Queste le tappe compiute la scorsa settimana dai componenti del Tavolo tecnico istituito dalla Regione Friuli Venezia Giulia per lo studio di un piano per la decarbonizzazione della centrale termoelettrica di Monfalcone A2A e la contemporanea salvaguardia dei livelli occupazionali.
Come è stato spiegato dai responsabili tecnici della centrale, lo stabilimento allo stato attuale produce il 20 per cento del fabbisogno energetico regionale e conta una pianta organica di 130 addetti, a cui si sommano altri 200 dell’indotto.
Nel dettaglio, la visita degli esperti facenti parte del Tavolo tecnico, presieduto dal direttore centrale Ambiente ed energia della Regione, ha riguardato lo spazio esterno dove viene depositato il carbone, le gallerie per il trasporto del fossile, la caldaia, i due gruppi di generazione elettrica (di cui uno in manutenzione) e la sala controllo operativa 24 ore su 24.
Chicco Testa, presidente di Sorgenia Spa, e membro del Tavolo tecnico, ha sottolineato in primo luogo come in questi ultimi anni nella centrale di Monfalcone siano stati fatti "investimenti importanti" allo scopo di ridurre al minimo l’impatto ambientale, soprattutto delle emissioni, essendo stati installati dei sistemi di abbattimento di tutti i principali inquinanti.
Per il futuro Testa ha indicato come principale obiettivo quello dell’individuazione di investitori con progetti validi, in quanto "esistono delle attività, compatibili con gli interessi del territorio della popolazione, che potrebbero essere localizzate in quest’area, anche in considerazione delle opportunità offerte dalla banchina portuale".
Di una tecnologia complessa, ma destinata a scomparire dalla scena energetica entro il 2025, ha parlato Gianni Silvestrini, direttore direttore al Politecnico di Milano del Master Ridef Energia per Kyoto e anch’egli componente del Tavolo regionale.
"Questo di Monfalcone - ha spiegato Silvestrini - è un sito prezioso, in quanto dotato di banchine e di tralicci (quelli di Terna)".
"Iniziamo questo percorso di valutazione - ha aggiunto Silvestrini - tenendo conto di tutti gli elementi ambientali e sociali al fine di garantire un futuro che sia agganciato alle tendenze configurate dalla strategia energetica nazionale e dall’accordo mondiale sul clima".
Lo stesso Silvestrini ha infine sottolineato come quella rappresentata da un rapporto armonico tra lavoro e salvaguardia dell’ambiente sia una sfida "che si può vincere", in quanto gli obiettivi dell’efficienza energetica e delle energie rinnovabili comportano in termini numerici dei percorsi occupazionali estremamente promettenti.

© Voce Isontina 2018 - Riproduzione riservata
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