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Una cappella dedicata all’imperatore Carlo

VILLESSE - La prima pietra nel luogo dove scampò all’annegamento

Parole chiave: 1917 (1), Carlo d'Asburgo (3), torrente Torre (2)
Una cappella dedicata all’imperatore Carlo

Al cospetto di molti cittadini, è stata posta a Villesse, a ridosso dell’argine sinistro del torrente Torre, la prima pietra di quella che sarà copia della cappella votiva austriaca, realizzata nel 1917 e dedicata all’ultimo imperatore d’Austria, Carlo I (1887 - 1922), poi beatificato. Venne fatta erigere dai familiari di Carlo I, come segno di ringraziamento per lo scampato che l’imperatore corse il  10 novembre 1917, quando rischiò di annegare all’interno della sua automobile, mentre assieme alla sua scorta stava tentando di guadare il torrente Torre, nel tratto che da Ruda conduce a Villesse.
Il merito di aver voluto ricostruire l’edicola votiva, che si lega a quell’evento così importante, spetta al locale gruppo di ricerca storica e promozione culturale "I Blaudins", del presidente Moreno Weffort, la cui proposta è stata prontamente accolta e condivisa dal Comune di Villesse, che ha posto a disposizione del sodalizio, attraverso una convenzione, un’area di interesse agricolo di 1680 metri quadrati, dove poter erigere il memoriale dedicato a Carlo I.
La cerimonia della posa della prima pietra, davanti a tanti villessini, è stata affidata a don Valter Milocco, affiancato dal parroco di Villesse, mons. Luigi Olivo, mentre l’amministrazione comunale era rappresentata dal sindaco Claudio Deffendi e dalla sua vice Flavia Viola. Presente pure una rappresentanza degli "Amici della Croce Nera Austriaca". Nel suo intervento don Milocco ha parlato di un gesto della memoria da lui molto atteso, fondamentale per il nostro futuro, un simbolo del passato come patrimonio che non finisce mai. Il sindaco Deffendi ha invece rimarcato il senso della cerimonia, giudicandolo come di un momento emozionante per la comunità di Villesse, che ha voluto ricordare un avvenimento che può aver cambiato le sorti dell’Italia, dell’Europa e del mondo. Prima della posa della prima pietra è stata letta una preghiera, seguita dall’orazione in onore del beato imperatore Carlo I e dalla benedizione del manufatto. Per ultimo ha preso la parola il presidente Weffort, che ha ringraziato quanti si sono prestati per realizzare il tutto: l’amministrazione comunale,  il geometra Denis Cumin e l’ingegner Dario Sclaunich, che ha completato il percorso iniziato dal compianto Fabrizio Montanari.
La cappella, spesa prevista 15 mila euro, verrà inaugurata il 10 novembre prossimo, a 100 anni esatti dal salvataggio dell’imperatore.
Dopo la guerra la cappella venne smantellata e i suoi resti usati dal Genio civile nella costruzione degli argini. Col tempo si è poi perso ogni punto di riferimento sul luogo della collocazione del basamento, fino a quando "I Blaudins" sono riusciti a recuperare le tracce e a quel punto hanno deciso di ricostruire l’edicola.

© Voce Isontina 2017 - Riproduzione riservata
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