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"Gorizia 1917, le ferite di una città contesa": mostra a Cormons

Visitabile fino al 7 gennaio: Molte immagini inedite sulla situazione del capoluogo nel corso del primo conflitto mondiale nell’esposizione curata dalla Società Cormonese Austria

"Gorizia 1917, le ferite di una città contesa": mostra a Cormons

  na citta contesa e una città ferita: questa è stata Gorizia nella prima guerra mondiale: per 14 mesi dall’artiglieri italiana, per altri 14 da quella austroungarica. Bombe che provocarono 231 vittime civili, migliaia di feriti, 680 case completamente distrutte, 824 case gravemente danneggiate e 879 lievemente danneggiate. Quando il rappresentante ministeriale Hermann von Schullern, nominato a capo della Direzione dell’Ufficio ricostruzioni austriaco, nei primi mesi del 1918 arrivò a Gorizia fece una relazione nella quale riportò che "4.000 abitazioni erano da ricostruire".
Tutto questo viene documentato con la mostra  "Gorizia 1917, le ferite di una città contesa", allestita a Cormons dalla Società Cormonese Austria, che dal 1914 racconta con le sue mostre in tutte le sfaccettature la vita sui fronti e nei nostri paesi durante la prima guerra  mondiale.
Le immagini, parte delle quali inedite, illustrano  in modo esaustivo il dramma vissuto da Gorizia. Le chiese, i conventi, l’arcivescovado, i cimiteri, il castello, le sedi delle istituzioni, le fabbriche di Straccis, le botteghe degli artigiani, le abitazioni e i negozi, nulla si salvò. Anche gli ospedali dovettero sgomberare: quello della Croce Rossa allestito nei locali del Seminario dovette chiudere dopo pochi mesi perché sotto tiro delle artiglierie nemiche. Interi comuni e borghi come Lucinico, Piedimonte, San Pietro furono letteralmente rasi al suolo.
 I goriziani per la maggior parte avevano lasciato la città dove vi erano rimasti qualche migliaio di persone. Lo stesso arcivescovo Borgia Sedej si trasferì in un monastero a Sticna. I goriziani rimasti in città vivevano nelle cantine, nelle gallerie e sotterranei per ripararsi dalle bombe che cadevano copiose. Questo accanimento delle artiglierie fu, come tanti altri nella storia, inutile e senza alcuna efficacia strategico militare in una città semideserta.
Nella mostra, che gode del sostegno della Fondazione Carigo, si possono ammirare anche le 21 tavole acquerellate di  Ferdinando Pamberger su Gorizia bombardata. La rassegna, ospitata nella sede espositiva dell’associazione cormonese, si può visitare fino al 7 gennaio ogni giorno dalle 10 alle 19 con chiusura il lunedì e il 26 e 31 dicembre.

© Voce Isontina 2017 - Riproduzione riservata
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